EDICOLAONLINE

Raccolta di articoli giornalistici e altro su quanto ruota intorno alla professione infermieristica.


sabato, 26 febbraio 2005
ECM: chi non si aggiorna ripeterà ¬'esame di stato

 

ECM - 25/02/2005


Il personale sanitario che alla verifica decennale non risulterà ©n regola con il conseguimento dei crediti ECM (Educazione continua in medicina) dovrà ²ipetere l'esame di Stato. E' quanto previsto dal Piano nazionale per la formazione continua in medicina e per l'aggiornamento del personale sanitario 2005-2007 che il Ministro della Salute Girolamo Sirchia ha allegato al nuovo Patto di stabilità ³anitario previsto nella Finanziaria 2005.

Il documento mira a regolamentare anche il tipo di aggiornamento offerto ai sanitari che dovrà §arantire il punteggio massimo all'aggiornamento orientato agli obiettivi istituzionali mentre ai congressi e seminari sarà ²iservato un punteggio inferiore.

Il documento tende a disciplinare per l'anno in corso la seconda fase del progetto ECM e cioè ¬'accreditamento dei provider di formazione residenziale, formazione a distanza e formazione sul campo.
 http://www.cgems.it/nss/ecomm/eventi_pag.asp?id=67&gr=112&Xsl=news

Postato da: infernierionline.net a febbraio 26, 2005 15:03 | link | commenti
articoli sulla professione, politica sanitaria

giovedì, 17 febbraio 2005
«No» dell'Antitrust all'Ordine degli infermieri e degli ostetrici

 La gazzetta del mezzogiorno

Il ddl Disposizioni in materia di professioni sanitarie non mediche, approvato dal Consiglio dei ministri sarebbe in contrasto con i principi della concorrenza e del libero mercato

ROMA - L’Autorità garante della concorrenza e del mercato boccia il disegno di legge sulle professioni sanitarie non mediche - come quella infermieristica, ostetrica e riabilitativa - approvato lo scorso novembre: prevedendo infatti l’istituzione di ordini professionali e subordinando l’esercizio di tali professioni all’iscrizione obbligatoria al rispettivo albo, il provvedimento «provoca una significativa restrizione della concorrenza, comportando limitazioni all’entrata di nuovi operatori».
L’Antitrust evidenzia i profili di contrasto con i principi della concorrenza e del libero mercato contenuti nel ddl Disposizioni in materia di professioni sanitarie non mediche, approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 11 novembre su proposta del ministro della Salute, attraverso una segnalazione trasmessa ai presidenti del Senato e della Camera, al presidente del Consiglio, al ministro della Salute e alla Conferenza Stato-Regioni.
Il ddl, spiega l’Antitrust, riguarda le professioni sanitarie non mediche che svolgono, in forza di un titolo abilitante rilasciato dallo Stato, attività di prevenzione, assistenza, cura e riabilitazione. Si tratta, cioè, delle professioni infermieristiche, ostetriche, riabilitative e tecniche della prevenzione. In particolare, si legge nella segnalazione, «il ddl in questione delega il governo ad emanare uno o più decreti legislativi al fine di istituire i relativi Ordini professionali per le professioni sanitarie non mediche indicate, prevedendo altresì la trasformazione dei Collegi professionali esistenti in Ordini professionali e subordinando l’esercizio di tali professioni all’iscrizione obbligatoria al rispettivo Albo professionale e all’esito dell’esame di Stato abilitante».
A questo proposito però, afferma l’Antitrust, «si rileva che la costituzione di nuovi Ordini professionali e dei relativi albi provoca una significativa restrizione della concorrenza, comportando limitazioni all’entrata di nuovi operatori». E nel caso delle professioni considerate, secondo l’Autorità, è ingiustificata una «limitazione della concorrenza attraverso l’imposizione di barriere all’accesso nel relativo mercato». Sotto il profilo della qualificazione professionale, spiega infatti l’Antitrust, «le esigenze di tutela del consumatore possono essere integralmente soddisfatte con la previsione di un percorso formativo di livello universitario obbligatorio, come peraltro ribadito dalla Commissione europea». La stessa Commissione, ricorda l’Autorità, ha infatti rilevato come una «limitazione all’accesso al mercato si ripercuote negativamente sulla concorrenza e sulla qualità dei servizi offerti, determinando un significativo aumento dei prezzi a cui, peraltro, non corrisponde sempre una qualità migliore dei servizi». Per queste ragioni, l’Antitrust ritiene dunque che il ddl in questione «possa determinare una restrizione della concorrenza e del corretto funzionamento del mercato dei servizi professionali nel settore sanitario non medico». L’Autorità, conclude la segnalazione, «confida pertanto che, nel corso della discussione in sede parlamentare, tali osservazioni possano essere tenute in adeguata considerazione, allo scopo di agevolare uno sviluppo effettivo della concorrenza nel settore delle professioni sanitarie non mediche».

10/12/2004

 http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_interni_NOTIZIA_01.asp?IDNotizia=126477&IDCategoria=1

Postato da: infernierionline.net a febbraio 17, 2005 09:44 | link | commenti
articoli sulla professione, politica sanitaria

giovedì, 25 novembre 2004
Assistenza domiciliare per i bambini affetti da tumore

Tratto da: 24 Ore Sanità

23/11/2004 20.39
Assistenza domiciliare per i bambini affetti da tumore

L'assistenza domiciliare può migliorare la qualità di vita dei pazienti, anche dei più piccoli, tuttavia non si può improvvisare, serve organizzazione e una vera e propria cultura dell'assistenza. Si è parlato di "alleanza terapeutica" al convegno dell'Associazione italiana di ematologia e oncologia pediatrica (Aieop), organizzato oggi a Roma. L'Associazione, che dal 1972 si occupa dell'assistenza ai bambini ammalati di tumore del sangue, insiste sul principio che per un bambino affetto da una malattia ematologica l'assistenza domiciliare può rappresentare un supporto alternativo e complementare alla degenza in ospedale.

Non sempre il ricovero è indispensabile, pesa sulla famiglia, sul paziente, ma anche sui conti della Sanità. Per una giornata di assistenza domiciliare la spesa viene stimata intorno ai 150 euro, mentre per un giorno di ricovero in ospedale il costo è di almeno tre volte superiore. In Italia le esperienze di assistenza domiciliare ai bambini esistono solo in alcune realtà come Genova, Padova, Pavia, Monza o Roma, sono esperienze che hanno dimostrato la loro validità ma non sono diffuse su tutto il territorio.

Anna Clerico, della clinica di oncologia pediatrica del policlinico Umberto I di Roma, ha spiegato quali sono i vantaggi per i pazienti: "Il bambino può andare a scuola la mattina e svolgere le sue attività quotidiane, non deve affrontare faticosi spostamenti dopo la terapia, è meno esposto a rischio di infezioni nosocomiali, senza parlare dei vantaggi psicologici di poter vivere nel suo ambiente con i genitori e i fratelli". Proprio per dare maggiore coerenza a un modello che mostra potenzialità promettenti, l'Aieop, in collaborazione con GlaxoSmithKline, è in procinto di avviare un progetto per la formazione di volontari che operano nei reparti di onco-ematologia e che, se adeguatamente preparati, potrebbero rappresentare un importante sostegno per le famiglie in un contesto di assistenza domiciliare.

"Le cure sono lunghe - ha spiegato Momcilo Jankovic, ex presidente Aieop - durano circa due anni, per questo dobbiamo puntare sui day hospital e le visite ambulatoriali per le terapie invasive e sulle cure a casa per il resto. In quest'ottica dobbiamo contare anche sui medici di famiglia. Si fa molto negli ospedali per rendere le degenze dei bambini meno pesanti, ma possiamo fare di più per migliorare la loro qualità di vita nel periodo della malattia".



Postato da: infernierionline.net a novembre 25, 2004 20:58 | link | commenti
politica sanitaria

 

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