
Raccolta di articoli giornalistici e altro su quanto ruota intorno alla professione infermieristica.

NAPOLI, 27 AGO - "Il rapporto contrattuale con i tre medici sorpresi ubriachi va concluso: è venuta meno la fiducia sia sotto l'aspetto professionale, in quanto medici, sia, fatto ancor più grave, perché responsabili di un servizio di emergenza come il 118": lo afferma l'assessore alla Sanità della Regione Campania, Angelo Montemarano, in relazione alla vicenda dei tre medici denunciati per ubriachezza a Ercolano. "Ho già fissato - annuncia l'assessore - un appuntamento con Roberto Aponte, manager della Asl Napoli 5, per procedere all'interruzione del rapporto di lavoro con quei medici. Non mi pare né tollerabile, né coerente, in relazione alle mansioni altamente specializzate affidate loro, proseguire in questi rapporti di lavoro". Montemarano ricorda che la strategia d'intervento dell'assessorato regionale punta sull'alta specializzazione del servizio del 118, nodo cruciale della rete d'intervento sanitario per tutta la Campania: "Il modello di un ospedale per ciascun campanile ha costi elevatissimi: al contrario, attraverso il servizio 118, i pazienti ricevono le cure in centri altamente specializzati, nel più breve tempo possibile, proprio grazie alla preparazione, disponibilità e capacità di medici, infermieri e personale di supporto come autisti e telefonisti. Tutto questo acquista una valenza ancora maggiore nel periodo estivo, quando il numero dei pazienti che necessitano di interventi, immediati ed improcrastinabili, raggiunge tassi elevatissimi, assolutamente non comparabili ad altri periodi dell'anno". "Non ci possiamo perciò permettere - afferma Montemarano - che, in servizio o fuori servizio, i medici, persone alle quali sono affidate vite umane in condizioni di emergenza, bivacchino o peggio, bevano, in sedi di soccorso". L'assessore ha già preso visione della documentazione relativa alle accuse rivolte dalle forze dell'ordine contro i tre medici denunciati per ubriachezza, in servizio presso il 118 di Ercolano, già sospesi su disposizione della Asl Napoli 5 da cui dipende il presidio di emergenza. "Non ho alcun dubbio. L'episodio - ribadisce Montemarano - é tanto grave da meritare la massima attenzione. Ciascun medico, in particolare del 118, rappresenta un esempio, anche per i colleghi. Del resto, qualunque sede territoriale del 118 deve rappresentare un modello di efficienza di riferimento; un modello sul quale si fonda la struttura del nuovo sistema sanitario regionale: come può reggere se vi lavorano medici con i quali si è incrinato in questo modo il rapporto di fiducia? E come si può accettare che tutto questo accada all'interno di un servizio di emergenza in continua positiva evoluzione?".
http://www.ansa.it/main/notizie/fdg/200508272011211649/20050827183233600547_ass.html
Tratto da:
http://www.lastampa.it/redazione/Cronache/torino2.asp
Torino: bimbo muore
in ospedale, oggi autopsia
7 gennaio 2005
TORINO. Sarà eseguita oggi l'autopsia sul bimbo di due anni morto mercoledì notte all'ospedale San Lorenzo di Carmagnola (Torino) per arresto cardiaco, pare pochi istanti dopo la somministrazione, per
flebo, di un farmaco forse sbagliato.
Il medico di turno ha tentato di rianimare il piccolo, ma non c'è stato nulla da fare. A quanto si è appreso, l'infermiera che in quel momento
assisteva il bambino è stata indagata per omicidio colposo.
Il piccolo era stato portato in ospedale dai genitori il 28 dicembre per un'infezione all'orecchio. Aveva cominciato una terapia antibiotica e pare fosse in via di guarigione. La febbre era passata e probabilmente già oggi sarebbe tornato a casa.
Tratto da:Il Giornale di Vicenza
http://www.ilgiornaledivicenza.it/ultima/oggi/cronaca/G.htm
Martedì 14 Dicembre 2004
| 09/12/2004 13.53 |
http://www1.24orebusiness.ilsole24ore.com/sanita/home_sanita.jhtml
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venerdi 19 Novembre 2004 |
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http://www.ministerosalute.it/imgs/C_17_rassegnaStampa_778_file.pdf |
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In testa nella classifica delle lamentele le liste d'attesa troppo lunghe. Il maggior numero di reclami arrivano da Lazio, Basilicata e Sardegna |
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Un mese per un'ecografia, quattro mesi per una mammografia, fino a sei mesi per una tac. Il numero verde (800 571661) fortemente voluto dal ministro per la Salute, Girolamo Sirchia, è attivo soltanto dall'11 ottobre ma sono già 2.687 le chiamate dei cittadini che hanno voluto segnalare disagi e disfunzioni del sistema sanitario nazionale. |
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(Il Giornale) |
Le donne, nel corso degli anni, si sono ritagliate molti spazi nel mondo del lavoro, grazie alla loro professionalità ed alla loro adattabilità alle mutevoli condizioni del mercato.
Tranne casi sporadici, si può affermare che le donne si trovano in ogni settore professionale, anche se in misura più o meno consistente.
Non ci si deve, però, far trarre in inganno. Infatti, sebbene le donne ottengano un posto di lavoro, in genere si tratta di un'occupazione di basso rango: un lavoro noioso e ripetitivo, con uno scarso livello di responsabilità . Lo scatto professionale, di solito, è riservato ai colleghi. Nei centri decisionali, continuano a sedere gli uomini, nonostante la scelta possa essere effettuata anche nei confronti di una donna.
Il problema, spesso, consiste nel fatto che per quanto concerne la qualifica di top manager, non esistono dei criteri specifici. Ossia la chiamata avviene nominalmente, e colui che effettua tale scelta, la fa sulla base delle proprie preferenze, piuttosto che in riferimento a delle regole ben precise.
Lo scatto di carriera, inoltre, è spesso ostacolato (per le mamme lavoratrici) dal periodo di assenza dal posto di lavoro, dovuto alla "maternità ". Pochi mesi, sono infatti sufficienti, per rendere obsolete e inutilizzabili le capacità professionali dell'impiegata, che al suo ritorno si trova bloccata ogni possibilità di migliorare la propria posizione.
Stesso discorso vale per le donne, che in un periodo della loro vita lavorativa e per ragioni molteplici, hanno scelto il "part time". Coloro, che hanno preferito questa strada, tornando all'impiego "full time" sono considerate impiegate di "serie B", e pertanto non hanno la possibilità di aspirare ad una posizione di maggiore responsabilità . Una situazione, quest'ultima, condivisa anche dai colleghi, che hanno vissuto la stessa esperienza.
Infine l'altro grande problema è rappresentato dall'accesso ai corsi di formazione aziendale, spesso indispensabili, per acquisire la competenza necessaria, per ottenere la tanto desiderata "promozione". Gli orari dei corsi, spesso infatti, non rientrano nell'orario lavorativo. Le donne che hanno una famiglia a carico non possono permettersi, nella maggior parte dei casi, di protrarre troppo a lungo la loro lontananza da casa e pertanto devono rinunciarvi. Oppure, i corsi di perfezionamento professionale sono di frequente riservati a delle categorie d'impiegati, che già occupano una posizione di responsabilità . In questo modo, quindi, le donne ( egli uomini) che non ricoprono tali incarichi, non possono disporre degli strumenti necessari per conseguire i titoli necessari ad occupare una posizione dirigenziale.
Le donne, tuttavia, danno un gran peso alla formazione. Da una recente ricerca della CGIL, è emerso che i giovani (ed in particolar modo le giovani) sarebbero disposti a rinunciare ad una parte del loro stipendio, in cambio di un corso di formazione all'interno dell'azienda in cui lavorano.
La famiglia costituisce uno degli ostacoli più insormontabili per una donna che lavora. I tempi del lavoro moderno ed i tempi della famiglia non coincidono. La cura dei figli, del coniuge e della famiglia in generale è affidata e delegata interamente anche alla donna lavoratrice, che deve riuscire a conciliare i propri impegni professionali, con quelli familiari a scapito del suo rendimento e del suo tempo libero.
Questo implica, che una donna con famiglia potrebbe assentarsi più spesso dal luogo di lavoro rispetto ai propri colleghi, per accudire un figlio malato, o per accompagnarlo dal medico. Ciò influisce sulla disponibilità dell'impiegata, che non può, per ovvie ragioni dedicarsi "anima e corpo" al proprio lavoro.
Ciò costituisce una discriminante per i datori di lavoro, sia al momento dell'assunzione (non è raro che durante un colloquio di lavoro venga richiesto alla candidata se ha figli o se intende averne), sia al momento della promozione.
La proposta di legge sui congedi parentali, che il ministro per gli Affari Sociali, Livia Turco, ha presentato alle Camere, potrebbe essere una buona ricetta, ma non risolutiva di un problema più profondo.
Non a caso una delle esigenze più sentite dalle lavoratrici, riguarda la diversa organizzazione del lavoro sulla base dei tempi femminili, che richiedono una maggiore elasticità in virtù del lavoro di cura che le donne effettuano all'interno della società .
Generalmente parlando, questi ostacoli potrebbero essere facilmente rimossi attraverso un provvedimento legislativo, o più agevolmente attraverso il buon senso, destinato ad avere effetti più duraturi. Il problema, però, è soprattutto di natura culturale. La società italiana, infatti, non riconosce ufficialmente e pienamente il ruolo e i diritti della donna lavoratrice. Inoltre nonostante i numerosi sforzi in questa direzione, la società italiana è ancora pervasa da una serie di pregiudizi, basati sulla sessualità , che rimandano ad uno stereotipo femminile inesistente, spesso responsabile delle difficoltà che le donne incontrano nel mondo del lavoro.
Tratto da: http://www.italiadonna.it/public/percorsi/13008/13008002.htm
| Allarme per situazione sanitaria nelle carceri italiane |
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27/09/04 |
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da Viterbo News Roma, 27 settembre 2004 "Oltre 4.000 sieropositivi, 10.000 positivi al test per la tubercolosi, un tasso di suicidi dieci volte superiore a quello della popolazione libera, un numero di patologie psichiatriche maggiori in crescita esponenziale". "Questi numeri, che svelano una verità sommersa, cioè che la diffusione di patologie gravi è molto più vasta rispetto ai dati ufficiali - spiega Starnini scaturiscono da osservazioni condotte dall’Ufficio servizi sanitari del dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria in collaborazione con la Società italiana di medicina e sanità penitenziaria, l’Istituto superiore di sanità e la Clinica di malattie infettive dell’ Università di Sassari". Secondo lo stesso Starnini, tuttavia, tali numeri, almeno in relazione ad alcune patologia, hanno una loro "logica". A questo proposito è importante notare che, contrariamente a quanto si crede, la maggior parte delle persone detenute sono sieropositive già all’ingresso e il loro stato sierologico è spesso identificato attraverso il test eseguito in carcere. Il penitenziario può quindi rappresentare un ambiente relativamente più sicuro per talune persone con Hiv rispetto allo stile di vita caotico che conducevano nel fuori. Inoltre, le fasce sociali rappresentate dai detenuti sono spesso quelle che hanno di meno accesso alle cure e soprattutto ad adeguati programmi di informazione. Bisogna quindi rilanciare l’idea del carcere come risorsa Situazione molto pesante anche per quanto riguarda la diffusione delle patologie psichiatriche maggiori che vengono trattate all’interno degli ospedali psichiatrici giudiziari. I detenuti che hanno manifestato un disagio psichico - aggiunge - sono stati ben 31.548. |
18.11.04
di Daniele Diena
Può succedere, in ospedale o in una Asl, di subire dei danni: dall'intervento chirurgico mal riuscito al ritardo nella diagnosi d'una malattia.
Le aree più esposte agli errori?
"Ostetricia, ortopedia, chirurgia e oncologia", dice il professor Francesco Tempesta, anestesiologo e presidente del "Coordinamento nazionale associazione malati cronici".
Gli "incidenti" più frequenti?
"I cesarei evitabili e il mancato recupero della completa funzionalità del ginocchio per interventi malriusciti".
Chi dà un'assistenza legale competente?
"Un avvocato esperto in responsabilità professionale; un medico legale o il Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva".
I riferimenti di legge?
"I codici penale e civile, i deontologici per la responsabilità del medico o dell'operatore".
Chi verifica l'esistenza del danno?
"Il medico legale redige la perizia e fissa il danno. L'ultima parola è del giudice competente".
Come ottenere il risarcimento?
"Con il tentativo di conciliazione extragiudiziale. Se fallisce si fa causa per dimostrare danno e colpa. La prima procedura è più rapida, ma spesso non soddisfa. La seconda ha tempi più lunghi e maggiori costi. I tempi vanno da mesi ad anni".
http://www.repubblica.it/supplementi/salute/2004/11/18/diario/005err4265.html
15.01.04
Al via numero verde per le malattie del respiro
Allarme per Bpco, ogni anno 18mila morti e 4 milioni malati
(ANSA) - ROMA, 15 GEN - Parte lunedi' 19 gennaio il numero verde 800.585.558 per i pazienti affetti da broncopneumopatia cronica (Bpco).Si tratta di una malattia respiratoria che in Italia colpisce ogni anno 4 milioni di persone, soprattutto fumatori, con oltre 18.000 morti. Il numero verde Bpco, promosso dall'Unione italiana per la pneumologia (Uip), sara' attivo dal lunedi' al venerdi', dalle 13 alle 17: si potranno avere informazioni sulla malattia e sui centri di diagnosi piu' vicini.
13.01.04
Tagliati 10 ospedali
Sono dieci gli ospedali pugliesi più direttamente penalizzati dai tagli della giunta di centrodestra, guidata dal forzitaliota Raffaele Fitto. A San Marco in Lamis sono stati chiusi i reparti di chirurgia e ostetricia, e in parte pediatria. A Torremaggiore chirurgia, pediatria, ginecologia, ostetricia, ortopedia. A Trani chiusa pediatria, seguiranno ostetricia, rianimazione e urologia. A Triggiano chiusa chirurgia e ortopedia. A Conversano chiusi ostetricia, ginecologia, otorinolaringoiatria e cardiologia, in chiusura il centro trasfusionale. A Nardò chiusi ostetricia e ginecologia, in chiusura ortopedia e chirurgia. A Galatina chiusi geriatria, oculistica e tre unità operative. A Massafra sospese le prenotazioni per oculistica, soppressa l'astanteria del pronto soccorso. A Mesagne chiusi chirurgia, ortopedia, oculistica, ostetricia e ginecologia, otorinolaringoiatria, pediatria e cardiologia. A Fasano, dove è stata avviata una petizione per le dimissioni di quattro consiglieri comunali, tutti medici, chiusa cardiologia, ortopedia e traumatologia. In chiusura ostetricia.
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