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venerdì, 09 maggio 2008
le erdità che lascia l'ex ministro

di Guglielmo Pepe

Nel momento in cui sta nascendo un nuovo governo, vale la pena riflettere sulle ultime azioni dell'ex ministro della Salute, che prima di lasciare il suo incarico, ha voluto mettere nero su bianco alcuni grandi temi della sanità pubblica. Tra i più importanti, ne citiamo tre: la ridefinizione dei Livelli essenziali di assistenza, la legge 194, la legge 40. I numeri dei Lea parlano da soli: i cittadini possono contare su 500 classi di prestazioni ospedaliere, 2.230 prestazioni specialistiche, 190 tipi di ausili monouso, 1.670 protesi su misura, 1.010 ausili di serie, 78 programmi di prevenzione collettiva, 20 tipi di prestazioni termali, 10 tipologie di assistenza domiciliare e residenziali per anziani non autosufficienti, 4 tipologie di prestazioni riabilitative extraospedaliere, e altre 25 tipologie di prestazioni di tipo socio-sanitario complesso (salute mentale, dipendenze, disabilità).
I numeri descrivono un servizio pubblico consistente, offerto gratuitamente ai cittadini. Non per caso il nostro Ssn è tra i primi in Europa e nel mondo per almeno un aspetto. Come rileva infatti lo studio pubblicato su Health Affairs, siamo quinti per le morti evitabili (indice di buona salute), dopo Francia, Giappone, Australia e Spagna, relativamente al 2002-2003. Ma una classifica più che onorevole non cancella le differenze assistenziali e di prestazione sul territorio; né si possono sottovalutare alcune "piaghe", come le liste di attesa. Tuttavia questo Ssn è l'eredità lasciata al prossimo governo: un buon servizio sanitario. Pubblico. Da difendere. E da migliorare.
E tra le cose migliorabili, come è emerso dall'ultima relazione consegnata da Livia Turco al Parlamento, c'è l'attuazione della legge 194, rimasta ai margini della campagna elettorale. Sta di fatto che la relazione ha messo in risalto alcuni problemi con i quali si scontrano le donne che desiderano ricorrere all'interruzione di gravidanza. Uno è l'aumento, impressionante, dell'obiezione di coscienza. I dati, al 2006, dicono che è passata dal 58,7 per cento al 69,2 per i ginecologi, dal 45,7 al 50,4 per cento per gli anestesisti, dal 38,6 al 42,6 per cento tra il personale non medico.
La situazione è drammatica per le donne delSud: in Campania 83 per cento di ginecologi, 73,7 di anestesisti e 74 per cento di personale non medico. Anche il Nord non scherza: in Veneto siamo al 79,1 per cento di ginecologi, 49,7 di anestesisti e 56,8 per cento tra il personale non medico. Nonostante le difficoltà create dagli obiettori, va rilevato che nel 2007 le interruzioni di gravidanza sono ancora diminuite del 3 per cento, passando da 131.018 casi a 127.038. Il calo riguarda le italiane, mentre per le straniere c'è un 4,5 per cento in più rispetto al 2005. La relazione include alcune raccomandazioni, affinché ci sia la piena attuazione della 194, come priorità della sanità pubblica.
L'ultimo atto della Turco è il più significativo: la pubblicazione delle linee guida sulla legge 40, dopo il pronunciamento da parte del Consiglio superiore di sanità. La grande novità è la diagnosi preimpianto - mantenendone il divieto a fini eugenetici - senza la quale si erano visti effetti disastrosi per tante donne. Non a caso varie sentenze hanno messo in crisi il castello normativo. Le linee guida prevedono anche l'accesso alle tecniche di procreazione per le coppie in cui lui sia sieropositivo o affetto da epatite B o C.
Si vedrà presto se il governo Berlusconi "abiurerà" le linee guida. Ma è certo che l'iniziativa dell'ex ministro renderà felici migliaia di coppie, fino ad oggi costrette ad andare all'estero per tentare di avere un figlio. Un passo indietro sarebbe molto impopolare.

da La Repubblica.it "Salute"

Postato da: infernierionline.net a maggio 09, 2008 09:09 | link | commenti


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