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martedì, 06 novembre 2007
A VITERBO SI PROGETTA L'OSPEDALE VIRTUALE

L´Università del Sannio è uno dei 20 partner di cinque paesi europei

che affrontano

le sfide tecniche

dell´assistenza sanitaria in rete. In collaborazione con due

istituti ospedalieri della regione

Campania e con la società informatica italiana Atosorigin,

 i ricercatori universitari stanno

cercando di realizzare un sistema a sensori che possa

monitorare i pazienti nelle loro abitazioni.

Il progetto - che mira a realizzare un ospedale virtuale

e una casa per una

"vita assistita" attraverso l´impiego di un sistema di tecnologie dell´informazione e

della comunicazione (Tic) - riguarda due dei cinque siti-pilota

ideati nel quadro del progetto

"Nuadu" volto a migliorare l´assistenza sanitaria a lungo

 termine e il benessere grazie ai servizi

Tic in rete. Nel progetto sono coinvolte imprese e accademie,

 oltre che italiane, di Finlandia,

Francia, Paesi Bassi e Spagna. Considerato che le patologie

del sistema circolatorio

sono la causa del 42% dei decessi in Italia, gli scienziati

e gli operatori informatici

dell'ateneo viterbese stanno concentrando l´attenzione su

sensori che osserveranno

valutando inoltre il contesto in cui si trova.

L´ospedale virtuale entrerà in fase di sperimentazione nel 2008.

"Nuadu" e i suoi siti pilota

hanno lo scopo di sviluppare sistemi "end-to-end", tra cui reti di

sensori e di attuatori che

raccolgano dati dal corpo e dall´ambiente in cui questo si trova.

Un altro settore di interesse è la

creazione di dispositivi di rete mobili e domestici, le porte vere

e proprie che collegano

 computer palmari.

La terza area è una piattaforma di servizio web che integra

 banche dati, fatturazioni,

autorizzazioni e autentiche. "Il tipo di dati che verrà utilizzato

 in alcuni casi sarà preferibilmente

costituito da informazioni private e sensibili e la qualità dei dati

 richiesti si baserà su molte

informazioni relative alla rete e ai servizi impiegati; questi dati

possono, per esempio,

essere richiesti dai medici quando viene monitorato a distanza il

cuore di un paziente

" spiega il coordinatore del progetto Nuadu, Ian Mcclelland della

Philips Applied Technologies.

 Il quale ritiene che alcune applicazioni sviluppate nel quadro del

Nuadu potrebbero apparire

sul mercato entro il 2009/2010, poco dopo il completamento del

progetto stesso.

Nuadu (www.nuadu.org) è finanziato in parte dal programma Itea,

 uno dei raggruppamenti di Eureka

Istituito nel 1999, Itea è un programma strategico paneuropeo della

durata di otto anni dedicato

al coordinamento di ricerca e sviluppo precompetitivi nei software

integrati e distribuiti.

Il compito di Itea è quello di collegare finanza, tecnologia e

ingegneria del software a livello europeo.

Solo quest´anno, a titolo di Itea 2, sono stati condotti 45 progetti

 del valore complessivo di 740 milioni di euro in volume

di investimenti.

 

Postato da: infernierionline.net a novembre 06, 2007 03:21 | link | commenti

 

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