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L´Università del Sannio è uno dei 20 partner di cinque paesi europei che affrontano le sfide tecniche dell´assistenza sanitaria in rete. In collaborazione con due istituti ospedalieri della regione Campania e con la società informatica italiana Atosorigin, i ricercatori universitari stanno cercando di realizzare un sistema a sensori che possa monitorare i pazienti nelle loro abitazioni. Il progetto - che mira a realizzare un ospedale virtuale e una casa per una "vita assistita" attraverso l´impiego di un sistema di tecnologie dell´informazione e della comunicazione (Tic) - riguarda due dei cinque siti-pilota ideati nel quadro del progetto "Nuadu" volto a migliorare l´assistenza sanitaria a lungo termine e il benessere grazie ai servizi Tic in rete. Nel progetto sono coinvolte imprese e accademie, oltre che italiane, di Finlandia, Francia, Paesi Bassi e Spagna. Considerato che le patologie del sistema circolatorio sono la causa del 42% dei decessi in Italia, gli scienziati e gli operatori informatici dell'ateneo viterbese stanno concentrando l´attenzione su sensori che osserveranno
valutando inoltre il contesto in cui si trova. L´ospedale virtuale entrerà in fase di sperimentazione nel 2008. "Nuadu" e i suoi siti pilota hanno lo scopo di sviluppare sistemi "end-to-end", tra cui reti di sensori e di attuatori che raccolgano dati dal corpo e dall´ambiente in cui questo si trova. Un altro settore di interesse è la creazione di dispositivi di rete mobili e domestici, le porte vere e proprie che collegano
computer palmari. La terza area è una piattaforma di servizio web che integra banche dati, fatturazioni, autorizzazioni e autentiche. "Il tipo di dati che verrà utilizzato in alcuni casi sarà preferibilmente costituito da informazioni private e sensibili e la qualità dei dati richiesti si baserà su molte informazioni relative alla rete e ai servizi impiegati; questi dati possono, per esempio, essere richiesti dai medici quando viene monitorato a distanza il cuore di un paziente " spiega il coordinatore del progetto Nuadu, Ian Mcclelland della Philips Applied Technologies. Il quale ritiene che alcune applicazioni sviluppate nel quadro del Nuadu potrebbero apparire sul mercato entro il 2009/2010, poco dopo il completamento del progetto stesso. Nuadu (www.nuadu.org) è finanziato in parte dal programma Itea, uno dei raggruppamenti di Eureka Istituito nel 1999, Itea è un programma strategico paneuropeo della durata di otto anni dedicato al coordinamento di ricerca e sviluppo precompetitivi nei software integrati e distribuiti. Il compito di Itea è quello di collegare finanza, tecnologia e ingegneria del software a livello europeo. Solo quest´anno, a titolo di Itea 2, sono stati condotti 45 progetti del valore complessivo di 740 milioni di euro in volume di investimenti. |
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