EDICOLAONLINE

Raccolta di articoli giornalistici e altro su quanto ruota intorno alla professione infermieristica.


lunedì, 26 settembre 2005
Diamo voce ad un pensiero di Serrena Orlando

 

 

 

 

Tratto da:
Lo Spiraglio
Bollettino trimestrale di informazione e cultura infermieristica
FOGLIO NOTIZIE INFERMIERI AZIENDA OSPEDALIERA "SAN SEBASTIANO" CASERTA
Anno 2, Numero 1
Maggio 2005
Caserta, 2004
Edizioni Lo Spiraglio
Direttore
Mariarosaria Bonetti
Direttore Scientifico
Prof. Dott. Diego Paternosto
Redazione
Emilia Cocco
Loredana Lentini
Tiziana Limongelli
Egidio Sgueglia
Rosa Varrone
 
(A pagina 2)
Diamo voce ad un
Pensiero ( a pg 2)
di Serena Orlando
Ci si accorge a volte, durante la
propria carriera lavorativa, di
aver perso quell'entusiasmo che
caratterizzava i primi periodi lavorativi.
Le aspirazioni lasciano il posto alla
stanchezza e alla insoddisfazione,
procurandoci un senso forte di disagio,
e perché no anche di frustrazione. Per
dirla con un termine moderno e sempre
più in uso "Bourn Out".
"L'insorgenza della sindrome di burn-out
negli operatori sanitari segue
generalmente quattro fasi. La prima
fase (entusiasmo idealistico) è
caratterizzata dalle motivazioni che
hanno indotto gli operatori a scegliere
un lavoro di tipo assistenziale: ovvero
motivazioni consapevoli (migliorare il
mondo e se stessi, sicurezza di impiego,
svolgere un lavoro meno manuale e di
maggiore prestigio) e motivazioni
inconsce (desiderio di approfondire la
conoscenza di sé e di esercitare una
forma di potere o di controllo sugli
altri); tali motivazioni sono spesso
accompagnate da aspettative di
"onnipotenza", di soluzioni semplici,
di successo generalizzato e immediato,
di apprezzamento, di miglioramento
del proprio status e altre ancora. Nella
seconda fase (stagnazione) l'operatore
continua a lavorare ma si accorge che
il lavoro non soddisfa del tutto i suoi
bisogni. Si passa così da un
superinvestimento iniziale a un
graduale disimpegno. La fase più critica
del burn-out è la terza (frustrazione).
Il pensiero dominante dell'operatore
è di non essere più in grado di aiutare
alcuno, con profonda sensazione di
inutilità e di non rispondenza del
servizio ai reali bisogni dell'utenza;
come fattori di frustrazione aggiuntivi
intervengono lo scarso apprezzamento
sia da parte dei superiori che da parte
degli utenti, nonché la convinzione di
una inadeguata formazione per il tipo
di lavoro svolto. Il soggetto frustrato
può assumere atteggiamenti aggressivi
(verso se stesso o verso gli altri) e
spesso mette in atto comportamenti
di fuga (quali allontanamenti
ingiustificati dal reparto, pause
prolungate, frequenti assenze per
malattia. Il graduale disimpegno
emozionale conseguente alla
frustrazione, con passaggio dalla
empatia alla apatia, costituisce la
quarta fase, durante la quale spesso
si assiste a una vera e propria morte
professionale. La mia esperienza si
colloca proprio qui, la sensazione di
essere morta professionalmente, mi
procurava un malessere tanto da
somatizzare, ed una mattina svegliarmi
totalmente afona! Ho chiesto aiuto,
ed il tornare a studiare mi ha ridato
uno scopo. Il tornare a confrontarmi
con altri colleghi è stato determinante
per riprendere i contatti con la mia
realtà lavorativa. Che la mia vita
professionale sia totalmente cambiata
è vero! Grazie alla frequentazione del
Master al Campus Biomedico, anche il
mondo di internet, a me sconosciuto
sino ad un anno fa, mi si è aperto,
regalandomi una finestra sulla quale
prima da spettatrice, adesso da attrice,
porto il mio modesto contributo.
Infermierionline, è il gruppo di colleghi
con cui lavoro. Incontrati per caso in
internet, adesso sono una parte
importante per la mia carriera.
Voglio bene alla mia professione, l'ho
vista ammalata e non mi sono
rassegnata. Ho cercato di capire dentro
me stessa come salvarla, ed è stato
alla fine più semplice di quello che si
possa immaginare...è bastato tornare
a volermi bene, salvando me, ho
salvato lei!
 

 

Postato da: infernierionline.net a settembre 26, 2005 19:39 | link | commenti
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domenica, 04 settembre 2005
Spettabile redazione radionews

All'attenzione di Gianluigi Paragone.

Salve, sono un'infermiera, lavoro nella provincia di Verona, vorrei sottoporle alcuni post che periodicamente tornano in auge nei forum dei nostri siti infermieristici.

Si parla spesso di disagio e mafia, si discute qualche fatto del momento come quello accaduto ad Ercolano, ai tre medici del 118, ma poi tutto finisce, lasciando ogni cosa come sta, in balia dello staticismo di sempre, come se i malavoglia con la loro rassegnazione avessero contagiato questi luoghi senza tempo e speranza.

ecco i links:

http://www.infermierionline.net/forum/topic.asp?TOPIC_ID=73

 

http://www.nursesarea.it/forum/viewtopic.php?t=8454&sid=564661b2d0acc80c2e95339dbf842023

 

http://www.infermierionline.net/forum/topic.asp?TOPIC_ID=57  

 

Queste sono alcune delle discussioni dove ci confrontiamo noi infermieri del nord e del sud. Ma il mio dubbio rimane.... possiamo fare qualcosa? Almeno rendere pubblico ciò che succede, ciò che gli infermieri si trovano ad affrontare ogni giorno, altro che Africa, qui si vive sempre in stato d'assedio.

Molti colleghi si vergognano perfino a parlarne, davvero esistono realtà squallide, e guai a chi parla, pena il mobbing, il licenziamento, ritorsioni di ogni genere dentro e fuori dall'ambiente di lavoro.

Pensavo che il sistema delle caste sociali fosse d'altri tempi, ma sbagliavo.

 

Ringraziando anticipatamente per l'attenzione concessami e sperando in una sua risposta, la  saluto cordialmente.

Lucia

http://www.radionews.it/live/

Postato da: infernierionline.net a settembre 04, 2005 10:32 | link | commenti
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