EDICOLAONLINE

Raccolta di articoli giornalistici e altro su quanto ruota intorno alla professione infermieristica.


lunedì, 29 agosto 2005
MEDICINA: STUDIO SU LANCET, OMEOPATIA NON SERVE A NULLA

LONDRA - L'omeopatia non serve a nulla ed i suoi effetti sono illusori. E' quanto conclude uno studio pubblicato dall'autorevole rivista scientifica britannica 'The Lancet': lo strudio ha rilevato che non esistono differenze tra chi viene curato con l'omeopatia e chi invece con un placebo.

La ricerca, condotta da un gruppo di studiosi dell'universita' di Berna, ha messo a confronto i risultati di 110 sperimentazioni scientifiche condotte con trattamenti omeopatici e con placebo mirati a curare diversi disturbi, dal mal di testa ai problemi respiratori.

Mentre dalle sperimentazioni su piccola scala considerate di bassa qualita' i medicinali omeopatici dimostravano di funzionare in alcuni casi, nelle sperimentazioni su grossa scala e di affidabilita' maggiore non vi era nessuna differenza tra gli effetti ottenuti con i trattamenti omeopatici e il placebo.

I ricercatori hanno anche messo a confronto 110 sperimentazioni condotte con trattamenti convenzionali e placebo, nelle quali invece gli effetti benefici dei medicinali rispetto ai placebo venivano sempre riscontrati.

''Quando la nostra analisi si e' concentrata sulle sperimentazioni su larga scala e di alta qualita' non abbiamo trovato prove convincenti della superiorita' dell'omeopatia rispetto al placebo, mentre nel caso della medicina convenzionale l'effetto e' stato riscontrato'', si legge nella conclusione dello studio.

In un editoriale dedicato alla ricerca dell'universita' di Berna, The Lancet non ha dubbi: ''I medici devono essere coraggiosi e onesti, non solo con i loro pazienti, sulla mancanza di benefici dell'omeopatia, ma anche con se' stessi ammettendo come la medicina moderna non sia riuscita' a rispondere ai bisogni di chi desidera cure personalizzate''.

Non e' la prima volta che studi scientifici smentiscono l'efficacia di terapie alternative. Secondo i seguaci della medicina 'complementare' tuttavia, i metodi utilizzati nelle sperimentazioni cliniche non consentono agli effetti benefici di questo tipo di cure di risultare evidenti. In Gran Bretagna sono 47.000 gli esperti di terapie alternative, molti di piu' dei medici generici.

Nonostante lo scetticismo di parte del mondo medico, alcuni medici hanno cominciato a indicare ai propri pazienti di seguire terapie alternative come l'omeopatia e l'agopuntura. Il principe Carlo ha finanziato la realizzazione di un dossier su questo tipo di cure che spera incoraggi il governo a rendere le terapie alternative disponibili attraverso la sanita' pubblica.

La medicina complementare e' un settore in continua crescita: al momento i britannici spendono circa 170 milioni di euro in terapie alternative e si prevede che nei prossimi quattro anni la cifra salga a 285 milioni di euro.
http://www.ansa.it/main/notizie/rubriche/approfondimenti/20050826172733599644.html

Postato da: infernierionline.net a agosto 29, 2005 08:14 | link | commenti (1)
scoperte ricerche sperimentazion

domenica, 28 agosto 2005
TRE MEDICI DEL 118 DENUNCIATI NEL NAPOLETANO, ERANO UBRIACHI

NAPOLI, 27 AGO - "Il rapporto contrattuale con i tre medici sorpresi ubriachi va concluso: è venuta meno la fiducia sia sotto l'aspetto professionale, in quanto medici, sia, fatto ancor più grave, perché responsabili di un servizio di emergenza come il 118": lo afferma l'assessore alla Sanità della Regione Campania, Angelo Montemarano, in relazione alla vicenda dei tre medici denunciati per ubriachezza a Ercolano. "Ho già fissato - annuncia l'assessore - un appuntamento con Roberto Aponte, manager della Asl Napoli 5, per procedere all'interruzione del rapporto di lavoro con quei medici. Non mi pare né tollerabile, né coerente, in relazione alle mansioni altamente specializzate affidate loro, proseguire in questi rapporti di lavoro". Montemarano ricorda che la strategia d'intervento dell'assessorato regionale punta sull'alta specializzazione del servizio del 118, nodo cruciale della rete d'intervento sanitario per tutta la Campania: "Il modello di un ospedale per ciascun campanile ha costi elevatissimi: al contrario, attraverso il servizio 118, i pazienti ricevono le cure in centri altamente specializzati, nel più breve tempo possibile, proprio grazie alla preparazione, disponibilità e capacità di medici, infermieri e personale di supporto come autisti e telefonisti. Tutto questo acquista una valenza ancora maggiore nel periodo estivo, quando il numero dei pazienti che necessitano di interventi, immediati ed improcrastinabili, raggiunge tassi elevatissimi, assolutamente non comparabili ad altri periodi dell'anno". "Non ci possiamo perciò permettere - afferma Montemarano - che, in servizio o fuori servizio, i medici, persone alle quali sono affidate vite umane in condizioni di emergenza, bivacchino o peggio, bevano, in sedi di soccorso". L'assessore ha già preso visione della documentazione relativa alle accuse rivolte dalle forze dell'ordine contro i tre medici denunciati per ubriachezza, in servizio presso il 118 di Ercolano, già sospesi su disposizione della Asl Napoli 5 da cui dipende il presidio di emergenza. "Non ho alcun dubbio. L'episodio - ribadisce Montemarano - é tanto grave da meritare la massima attenzione. Ciascun medico, in particolare del 118, rappresenta un esempio, anche per i colleghi. Del resto, qualunque sede territoriale del 118 deve rappresentare un modello di efficienza di riferimento; un modello sul quale si fonda la struttura del nuovo sistema sanitario regionale: come può reggere se vi lavorano medici con i quali si è incrinato in questo modo il rapporto di fiducia? E come si può accettare che tutto questo accada all'interno di un servizio di emergenza in continua positiva evoluzione?".
http://www.ansa.it/main/notizie/fdg/200508272011211649/20050827183233600547_ass.html

Postato da: infernierionline.net a agosto 28, 2005 09:42 | link | commenti
buona mala sanit

lunedì, 15 agosto 2005
Lecco: telecamere in reparto

Lecco: telecamere in reparto
Protestano gli infermieri


Immagine

L`ospedale Manzoni di Lecco


"Un sistema per umanizzare maggiormente i rapporti tra camici bianchi e pazienti", secondo la Direzione sanitaria dell`ospedale Manzoni di Lecco. "Una palese violazione della privacy", secondo i sindacati e il personale infermieristico. Botta e risposta dopo l`entrata in funzione, ieri, di una telecamera collegata ad un videoregistratore che registrerà tutti gli incontri tra medici, infermieri e pazienti. Filmato che poi sarà visionato per capire quali siano i migliori atteggiamenti da adottare nei confronti degli ospiti. Il reparto scelto per questa sperimentazione, prima nel suo genere in Italia, quello di Medicina dove si concentrano un centinaio di possibili diagnosi e si ha la possibilità di studiare a fondo situazioni molto diverse tra loro. Ma è anche il reparto dove, per qualche mese, lavorò Sonya Caleffi, l`infermiera 34enne comasca che per farsi notare ed apprezzare insufflava aria nelle vene dei pazienti. "Quanto accaduto - spiega il General manager del Manzoni, Pietro Caltagirone - non ha nulla a che fare con questa iniziativa di mettere le telecamere in reparto. Si tratta di un`idea nata molto prima. E anche se ci fossero state le telecamere, non si sarebbe potuto impedire l`attività delittuosa dell`infermiera". Il progetto si chiama "Parole in ospedale" ed è stato partorito dal centro "Cura" di Milano diretto da Egidio Moja, ordinario di psicologia generale alla Facoltà di Medicina. Secondo l`ideatore di questo progetto "la buona comunicazione genera maggior aderenza alla cura prescritta. E` fondamentale instaurare un rapporto fiduciario per far sì che i pazienti seguano le prescrizioni dei medici". Non vi è un decalogo dei comportamenti da attuare. L`esperimento lecchese fornirà interessanti dati che potrebbero essere utili per estendere il progetto anche in altre strutture ospedaliere.

tratto da: http://www.merateonline.it/Cgi-bin/MerateOnline/Web/Attive/Finestra_Zoom.asp?ID=28359&Sezione=MAIN

Postato da: infernierionline.net a agosto 15, 2005 13:30 | link | commenti (1)

Parliamo ancora di crisi di vocazione .....e di un lungo elenco di luoghi comuni!!

Professione infermiere, con molte agevolazioni

Iscrizioni in aumento, presenza maschile in crescita e una forte motivazione personale. Sono le caratteristiche degli aspiranti infermieri che frequentano il corso di laurea di Mestre. Proprio in questi giorni sono state aperte le iscrizioni al quarto anno accademico 2005-2006. Le domande di partecipazione devono essere inviate (esclusivamente on line) entro le ore 12 del 26 agosto prossimo connettendosi al sito www.uniud.it. I candidati saranno selezionati con una prova di ammissione che si terrà l'8 settembre. Requisito fondamentale è il diploma di scuola media superiore.

Il corso di laurea infermieristica di Mestre è collegato con l'università di Udine ed ha laureato nei primi tre anni 67 infermieri, di cui 17 nell'anno accademico appena concluso. Attualmente gli studenti che frequentano il corso nel palazzo di piazzale San Lorenzo Giustinian sono 101. «Per il 75% si tratta di donne, perché la professione è tradizionalmente femminile - spiega Marino Bonaventura, coordinatore del corso - ma la presenza maschile è in aumento. La laurea dà la garanzia di un posto di lavoro sicuro».

Tuttavia da qualche anno si è in presenza di una "crisi delle vocazioni". Gli infermieri disponibili sul mercato sono inferiori infatti alla forte domanda che viene dalle strutture sanitarie. «Molti giovani, pur attirati dalla certezza dell'occupazione, ritengono che il riconoscimento sociale sia ancora piuttosto basso - dice Bonaventura - sia in termini di retribuzione che di valorizzazione professionale». Per incoraggiare le iscrizioni, il corso di laurea di Mestre offre alcune agevolazioni: assegno di studio, riduzione delle tasse in base al punteggio del diploma di maturità, rimborsi spese per l'alloggio per chi viene da fuori, e servizio mensa.


                                  

Tratto da Gente Veneta , no.30 del 2005

http://www.gvonline.it/leggi_id.php?id=1628

Postato da: infernierionline.net a agosto 15, 2005 13:23 | link | commenti (4)

Novella 2000.... infermieri ed operatori socio sanitari....confusi e felici?

Sardegna,infermieri da Novella 2000

Al concorso solo domande di gossip

 

 

Albina Perri su Libero di domenica 14 agosto

Magari pensano che la fossa pterigopalatina stia dalle parti di Roma, e alle isole del Langherans vorrebbero passarci tutta l'estate. Ma su una cosa non sbagliano: sanno chi è il commissario Rex.

I futuri infermieri che la regione Sardegna si appresta ad assumere, infatti, sono stati testati a dovere: hanno dovuto rispondere a millecinquecento domande, un quiz a risposta multipla, degne del Mike Bongiorno migliore. Quesiti fondamentali del tipo: "Chi suonò insieme coi Tazenda?",  "Chi ha condotto l'ultimo festival di Sanremo?", "Quanti film ha fatto Sordi?", "Chi cantava Luce?", "Come si chiama la tv che ha sostituito Montecarlo?" "Chi è la moglie di Maurizio Costanzo?".

Immaginiamo i candidati e futuri infermieri madidi di sudore, in una Sardegna assolata e vippaiola, mentre strizzano le meningi e cercano di ricordare come si chiami la protagonista di quello sceneggiato polpettone di Elisa di Rivombrosa, o chi diavolo sia Tania Cagnotto. Senza poter nemmeno chiedere l'aiutino da casa.

Il test, pubblicato sul sito della Regione Sardegna, è stato pure pagato. Un'azienda sarda ha vinto la gara d'appalto e si è presa due euro e rotti per ogni geniale interrogativo. Due euro per un "Qual è il nome della festa anglosassone caratterizzata dall'uso delle zucche", altri due per "Che cos'è una tartaruga Ninja". E via così. «Insomma, a chi sperasse di diventare operatore socio sanitario in ospedale non possono bastare dodici ore di televisione al giorno: è necessario pure l'abbonamento a Novella 2000», ha tuonato il capogruppo dei riformatori sardi, Pierpaolo Vargiu, in un'interrogazione urgente rivolta all'assessore del lavoro, Maddalena Salerno. Si attende risposta, possibilmente non multipla.

I fortunati vincitori del quiz potranno accedere, in futuro, a un corso di formazione dedicato a disoccupati che abbiano almeno la terza media. Oltre a un'approfondita conoscenza di cinema, tivù, sport e canzonette, i nostri dovranno masticare letteratura, storia, geografia, matematica, geometria, italiano, educazione civica e attualità. Dovranno sapere quale gruppo editoriale è stato coinvolto in "transazioni mobiliari", chi è un "personal trainer", "qual è l'ultima classe a partire per la leva", "chi è il nuovo presidente del Cnel", "in che anno la cassazione ha assolto Andreotti", "di quale paese era la piccola Iman, contesa dai genitori", "chi ha ricevuto il Nobel della pace nel 2001". E soprattutto, imprescindibile nozione di cultura generale, "quale auto è stata eletta auto dell'anno 2004". Domande astruse pure per un plurilaureato. Per leggere le risposte, basta un giro su www.regionesardegna.it, sezione notizie. Dategli un occhio: magari non diventerete infermieri. Ma farete un figurone al prossimo Milionario.

 

tratto da: http://www.tgcom.it/cronaca/articoli/articolo270727.shtml

Postato da: infernierionline.net a agosto 15, 2005 13:12 | link | commenti (5)

 

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