EDICOLAONLINE

Raccolta di articoli giornalistici e altro su quanto ruota intorno alla professione infermieristica.


Sindrome Prader Willi

MALATTIE RARE: SINDROME PRADER WILLI, A BERGAMO CASA PER BIMBI MALATI
Milano, 17 giu. (Adnkronos Salute) - Una cascina immersa nel verde degli ulivi per ospitare i bimbi colpiti dalla sindrome di Prader Willi: una malattia genetica rara (un caso ogni 15 mila nati) che compromette lo sviluppo intellettivo ed emotivo del paziente e si associa a ipotonia muscolare, continua pulsione verso il cibo e obesità. La casa di accoglienza si trova a Foresto Sparso (Bergamo), su una collina attraversata da sentieri semplici e sicuri tracciati dalla guardia alpina locale pensando alle esigenze dei piccoli malati.L'iniziativa 'Casa Sora per voi', sostenuta da Cobra Italia - riferisce una nota - è il primo progetto italiano di soggiorno formativo dedicato ai bambini e agli adolescenti con sindrome di Prader Willi, e ai loro famigliari. Descritta per la prima volta nel 1956, la patologia colpisce in ugual misura maschi e femmine. E' caratterizzata da "un complesso ed eterogeneo quadro clinico", spiega Maria Grazia Natali Sora, portavocedel comitato scientifico della Fondazione 'Casa Sora per voi', ed "è proprio la complessità di tale sindrome che rende l'approccio medico-riabilitativo particolarmente complesso. Infatti - sottolinea l'esperta - un sensibile miglioramento della qualità di vita dei pazienti dipende in primo luogo da un intervento mirato, precoce e multidisciplinare che coinvolga tutti gli operatori, la scuola e la famiglia". Le giornate degli ospiti della casa di accoglienza saranno programmate con attività all'aperto, esperienze di gruppo a contatto con la natura e interventi psicopedagogici specifici, proposti come attività ludiche e artistiche. Durante il soggiorno, i genitori potranno partecipare a gruppi di formazione per approfondire gli aspetti medici e nutrizionali della malattia, con un supporto psicologico.

Postato da: infernierionline.net a giugno 17, 2008 18:33 | link | commenti (1)

domenica, 25 maggio 2008
Straordinario ...

SANITA': MARINO, MEDICI E INFERMIERI BEFFATI SUGLI STRAORDINARI

"I medici e gli infermieri del Ssn sono stati ingannati e beffati. I loro straordinari continueranno a essere tassati come prima, nonostante gli annunci fatti dal Pdl in campagna elettorale". Parola di Ignazio Marino, senatore Pd e capogruppo in commissione Sanità al Senato, che commentacosì i tagli alla tassazione degli straordinari varati dal primo Consiglio dei ministri. Tagli che riguardano però solo i lavoratori del settore privato e con un reddito non superiore a 30.000 euro l'anno. "Resterà l'amaro in bocca a tutti quei lavoratori del settore sanitario che hanno optato per il centro-destra proprio perché allettati dalla detassazione degli straordinari che per molti, soprattutto infermieri, significa aumentare anche di un terzo lo stipendio a fine mese", sottolinea in una nota Marino. "Chi lavora in ospedale - aggiunge - sa bene che è difficile non fare gli straordinari. Esistono infatti emergenze che non sono prevedibili, grandi problemi di organico, soprattutto per gli infermieri, che spesso coprono due turni di seguito. Infine, non capisco come si possaimmaginare di detassare gli straordinari a un infermiere che lavora inuna clinica privata e non a quello che presta lo stesso tipo di opera in ospedale pubblico. L'unico ragionamento che ci può essere alla basedi tale decisione è di voler demotivare ancora di più chi lavora in ospedale, per favorire il settore sanitario privato a scapito di quello pubblico. E' bene - conclude Marino - che i medici e tutti gli operatori della sanità abbiano ben chiara questa strategia del Governoe realizzino che certamente né a Berlusconi né ai suoi ministri sta a cuore il patrimonio più prezioso del nostro Servizio sanitario nazionale".

da AdnKronos salute

Postato da: infernierionline.net a maggio 25, 2008 07:17 | link | commenti (1)

venerdì, 23 maggio 2008
Lista dei rischi in chirurgia

Arriva in chirurgia la lista dei rischi

Contro gli "avventi avversi" uno studio dell'Associazione Amici Fondazione Pinna Pintor a Torino

di Daniele Diena

La prova dei motori. Poi i flap. Il sistema antincendio e quello che evita la formazione del ghiaccio sulle ali. Sono solo alcuni dei rigorosi test che ogni pilota d'aereo effettua prima del rullaggio sulla pista, seguendo una precisa check list che ne prevede altri in prossimità del decollo, della navigazione e dell'atterraggio. Un'esperienza preziosa e collaudata, quella dell'aeronautica, ideata e periodicamente aggiornata per ottimizzare la sicurezza del volo. Bene, da quest'esperienza nasce la "check list della chirurgia".
L'idea è dell'associazione "Amici della Fondazione Arturo Pinna Pintor", che nei giorni scorsi ha proposto una particolare ricerca clinica sul controllo dei cosiddetti "avventi avversi" in chirurgia che sarà realizzata presso la storica clinica torinese, impegnando parte del personale medico e paramedico sull'arco di un anno. Obiettivo dello studio è quello di ridurre e possibilmente eliminare quella variegata serie di "eventi avversi" che, come registrano periodicamente le cronache ma anche la letteratura scientifica, sono una costante della medicina e della chirurgia.
Talvolta sono semplici effetti collaterali, altre volte vere e proprie complicazioni, spesso problemi di comunicazione tra gli operatori sanitari che si traducono in errori d'indicazione o d'esecuzione. Di qui l'idea di stabilire un certo numero di verifiche da effettuarsi sia sull'équipe chirurgica sia sui pazienti nelle tre fasi cruciali: preoperatoria, intraoperatoria e postoperatoria. Ne è scaturita una check list che gli operatori coinvolti nella sperimentazione sono tenuti a seguire, svolgendo una serie di controlli da documentare su appositi moduli. E se la procedura non è stata seguita l'intervento non è autorizzato.
Ma vediamo in cosa consiste questa nuova scommessa per la sicurezza in chirurgia. Al primo posto della check list ci sono i fattori concernenti l'équipe chirurgica: "L'équipe va scelta in funzione dell'intervento e non più affidata semplicemente a chi è di turno", spiega il professor Fausto Badellino, chirurgo oncologo di fama, per lunghi anni all'Istituto Nazionale Tumori di Genova e nell'Unione Internazionale contro il Cancro, che come presidente dell'Associazione Amici della Fondazione Pinna Pintor ha elaborato la proposta, "e l'intervento dev'essere preceduto da un briefing del personale, compresi gli strumentisti e gli anestesisti". Il briefing esaminerà i vari fattori riguardanti l'intervento come l'invasività, la durata e le possibili varianti: "Bisogna prevedere tutti i possibili imprevisti", spiega Badellino. Di qui altri due punti cruciali della check list: la verifica della disponibilità dell'"imaging", la diagnostica ad immagini (Tac, Pet, sonde a fibre ottiche e radioguidata) che supporta l'intervento di fronte ad imprevisti come i tumori, e di altri specialisti, come il patologo per gli esami tissutali intraoperatori.
Segue un'articolata serie di fattori riguardanti il paziente: dati demografici, anatomici, patologici, terapie pregresse, in atto, adiuvanti ecc. Infine le variabili in gioco nel post intervento: dalla terapia intensiva alla rianimazione, senza trascurare le modalità corrette di rapportarsi ai familiari. La check list è divisa in tre sezioni, affidate al primario, al capo sala e all'anestesista. L'efficacia si vedrà tra una anno, intanto un primo risultato positivo è già venuto da un'esperienza analoga curata dalla Commissione nazionale canadese per la sicurezza dei pazienti: l'utilizzo di questo tipo di monitoraggio in 172 trattamenti chirurgici ha abbassato gli errori di comunicazione tra gli operatori sanitari dal 3,95% dei casi all'1,31.

da Repubblica.it

Postato da: infernierionline.net a maggio 23, 2008 05:46 | link | commenti (1)

giovedì, 22 maggio 2008
TFR

COMMISSIONE DI VIGILANZA SUI FONDI PENSIONE - DELIBERAZIONE 24 aprile 2008 -Direttive recanti chiarimenti sulle scelte di destinazione del TFR da parte dei lavoratori che attivano un nuovo rapporto di lavoro. (G. U. N. 110 del 12 Maggio 2008)

LA COMMISSIONE DI VIGILANZA SUI FONDI PENSIONE


Visto il decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252 (di seguito: decreto n. 252/2005), recante la disciplina delle forme pensionistiche complementari, e successive modifiche e integrazioni;
Visti gli articoli 18 e 19 del citato decreto n. 252/2005, che definiscono scopo e funzioni della COVIP, istituita al fine di perseguire la trasparenza e la correttezza dei comportamenti e la sana e prudente gestione delle forme pensionistiche complementari, avendo riguardo alla tutela degli iscritti e dei beneficiari e al buon funzionamento del sistema di previdenza complementare;
Visto l'art. 1, comma 765, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, il quale prevede, tra l'altro, che con apposito decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la COVIP, sono definite le modalità di attuazione dell'art. 8 del decreto legislativo n. 252/2005, con particolare riferimento alle procedure di espressione della volontà del lavoratore circa la destinazione del trattamento di fine rapporto, e dell'art. 9 del medesimo decreto legislativo;
Visto il decreto emanato in data 30 gennaio 2007 dal Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la COVIP, recante attuazione dell'art. 1, comma 765, della legge 27 dicembre 2006, n. 296;
Viste la propria deliberazione del 21 marzo 2007 avente ad oggetto direttive recanti chiarimenti operativi circa l'applicazione del decreto ministeriale del 30 gennaio 2007, adottato ai sensi dell'art.1, comma 765, della legge 27 dicembre 2006, n. 296;
Ritenuto opportuno emanare ulteriori direttive recanti chiarimenti operativi circa le opzioni relative al conferimento del trattamento di fine rapporto nelle ipotesi di attivazione di un nuovo rapporto di lavoro, avendo riguardo alla tutela degli iscritti e beneficiari e al buon funzionamento del sistema di previdenza complementare;
E m a n a
le seguenti direttive:

Direttive recanti chiarimenti sulle scelte di destinazione del TFR da parte dei lavoratori che attivano un nuovo rapporto di lavoro.
Ad integrazione delle indicazioni già fornite con direttive del 21 marzo 2007, acquisito il conforme avviso del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, si forniscono le seguenti precisazioni per quanto attiene alle opzioni relative al conferimento del trattamento di fine rapporto da parte di un lavoratore che già abbia effettuato una scelta in relazione a precedenti rapporti di lavoro (attraverso l'utilizzo dei moduli TFR1 o TFR2) e che successivamente abbia attivato un nuovo rapporto di lavoro.
In sede di nuova assunzione, il datore di lavoro è tenuto in primo luogo a verificare quale sia stata la scelta in precedenza compiuta dal lavoratore. A tal fine dovrà farsi rilasciare apposita dichiarazione nella quale sia indicato se, in riferimento a precedenti rapporti di lavoro, il soggetto interessato abbia deciso di conferire il proprio trattamento di fine rapporto ad una forma di previdenza complementare ovvero di mantenerlo secondo le norme dell'
art. 2120 del codice civile[1]. Il datore di lavoro conserva la dichiarazione resa dal lavoratore, al quale ne rilascia copia controfirmata per ricevuta.
La predetta dichiarazione dovrà essere corredata di relativa attestazione del datore di lavoro di provenienza o di altra eventuale documentazione comprovante la scelta a suo tempo effettuata. A tal fine, si evidenzia l'esigenza che i datori di lavoro, al momento della cessazione del rapporto di lavoro, rilascino attestazione in ordine alla scelta compiuta dal lavoratore circa la destinazione del trattamento di fine rapporto. Laddove tale attestazione, per particolari motivi, non potesse essere rilasciata, il lavoratore potrà comunque corredare la propria dichiarazione con altra documentazione comprovante la scelta a suo tempo effettuata, come, ad esempio, con copia del modulo TFR1 o TFR2 a suo tempo sottoscritto (al riguardo, si ricorda che l'art. 1, comma 4, del decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale 30 gennaio 2007, relativo alle procedure di espressione della volontà del lavoratore circa le destinazione del TFR maturando, prescrive che il datore di lavoro conservi il modulo con il quale è stata espressa la manifestazione di volontà del lavoratore e ne rilasci copia controfirmata per ricevuta allo stesso) ovvero, nell'ipotesi di conferimento del TFR ad una forma pensionistica complementare, con copia del modulo di adesione alla stessa.
Sulla base della verifica della situazione di cui sopra, si esplicitano di seguito le alternative che si rendono possibili.


Lavoratore riassunto che, in relazione a precedenti rapporti di lavoro, aveva optato per il mantenimento del TFR ai sensi dell'art. 2120 del codice civile.
Nel caso in cui il lavoratore avesse scelto di non destinare il TFR ad una forma pensionistica complementare, mantenendolo dunque secondo il regime di cui all'art. 2120 c.c., il datore di lavoro continuerà a mantenere il TFR sulla base del predetto regime, ferma restando la possibilità da parte del lavoratore di rivedere, in ogni momento, la scelta a suo tempo effettuata e conferire il TFR maturando ad una forma pensionistica complementare (come espressamente previsto dall'art. 8, comma 7, lettera a), del decreto legislativo n. 252/2005).

Lavoratore riassunto che aveva conferito il TFR ad una forma pensionistica complementare e che, a seguito della cessazione del rapporto di lavoro, ha riscattato integralmente la posizione.
Il lavoratore che avesse scelto di conferire il TFR ad una forma pensionistica complementare e che, a seguito della cessazione del rapporto di lavoro, abbia successivamente operato, trovandosi nelle condizioni previste dalla legge, in coerenza con le relative previsioni statutarie e regolamentari, il riscatto integrale della posizione individuale, è tenuto ad attestare al nuovo datore di lavoro l'avvenuto esercizio del predetto diritto. In considerazione della cesura rispetto alla precedente posizione di previdenza complementare conseguente al riscatto, nell'ipotesi in esame il lavoratore, entro sei mesi dalla nuova assunzione, è chiamato ad effettuare nuovamente la scelta sulla destinazione del trattamento di fine rapporto, ai sensi dell'art. 8, comma 7, del decreto legislativo n. 252/2005, attraverso la compilazione del modello TFR2 allegato al decreto del Ministro del lavoro 30 gennaio 2007. Rimane fermo che in caso di mancata compilazione e consegna del modulo medesimo entro sei mesi dall'assunzione, il trattamento di fine rapporto che maturerà dal mese successivo alla scadenza del semestre verrà destinato integralmente alla forma pensionistica complementare individuata ai sensi dell'art. 8, comma 7, lettera b), del decreto legislativo n. 252/2005.


Lavoratore riassunto che aveva conferito il TFR ad una forma pensionistica complementare e che, a seguito della perdita dei requisiti di partecipazione a tale forma, non ha riscattato integralmente la posizione.
Per il lavoratore che abbia già optato per il conferimento del TFR ad una forma di previdenza complementare e che non abbia operato il riscatto integrale della posizione individuale, la scelta a suo tempo effettuata rimane efficace anche nei confronti del nuovo datore di lavoro. E' evidente, peraltro, che, laddove alla variazione del rapporto di lavoro consegua anche la perdita dei requisiti di partecipazione alla forma pensionistica complementare alla quale il lavoratore era precedentemente iscritto, il lavoratore stesso dovrà fornire indicazioni circa la forma di previdenza complementare alla quale intende conferire il TFR maturando, anche in relazione alle opportunità derivanti dal nuovo rapporto di lavoro. In ordine ai tempi di effettuazione di tale specifica scelta, si
reputa che anche tali lavoratori possano disporre di un arco temporale di sei mesi dalla data di assunzione per esprimere la propria volontà, fermo restando che la scelta, in questo caso, non sarà tra la destinazione del TFR a previdenza complementare o il mantenimento di tale trattamento secondo le norme dell'art. 2120 c.c., ma si limiterà alla individuazione della forma pensionistica complementare cui conferire il TFR maturando e, eventualmente, alla misura del trattamento di fine rapporto da destinare a previdenza complementare. In particolare, per quanto attiene a tale ultimo profilo, si precisa che i lavoratori che abbiano conferito, in relazione a precedenti rapporti di lavoro, solo una quota del TFR sulla base delle previsioni della contrattazione collettiva di riferimento possono decidere di conferire alla nuova forma pensionistica prescelta, in alternativa all'intero TFR, anche l'aliquota prevista dagli accordi collettivi che trovano applicazione in base al nuovo rapporto di lavoro, ovvero, qualora detti accordi non prevedano il conferimento del TFR, una quota non inferiore al 50 per cento, in coerenza con le previsioni dell'art. 8, comma 7, lettera c), punto 2 del decreto legislativo n. 252/2005. Considerata la continuità della posizione previdenziale, gli effetti della scelta retroagiranno in questo caso alla data dell'assunzione. Resta ovviamente ferma la facoltà del lavoratore di trasferire presso la forma prescelta la posizione sino a quel momento maturata presso altra forma di previdenza complementare. In caso di mancata consegna della comunicazione nel termine di sei mesi dall'assunzione, il trattamento di fine rapporto, sempre con decorrenza dalla data di assunzione, verrà destinato integralmente alla forma pensionistica complementare individuata ai sensi dell'art.8, comma 7, lettera b), del decreto legislativo n. 252/2005.
Al fine di fornire uno strumento di utile ausilio per la corretta manifestazione di volontà in ordine alla fattispecie sopra rappresentata, si allega uno schema di comunicazione da utilizzarsi a tal fine all'atto dell'assunzione. Resta ovviamente inteso che, in considerazione della rilevanza degli effetti conseguenti alla mancata espressione di volontà, che, come detto, comportano la destinazione integrale del TFR ad una forma pensionistica complementare collettiva, si rende in ogni caso necessario che il datore di lavoro, in sede di assunzione, effettui una adeguata comunicazione al lavoratore in ordine alle opzioni disponibili.

da Kataweb.it

Ed ancora ....

Che succede al Tfr di chi cambia datore di lavoro
Arrivano chiarimenti e modalità applicative delle norme in materia di TFR per i lavoratori che cambiano datore di lavoro. In una Deliberazione del 24 aprile, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 12 maggio, la Commissione di vigilanza sui fondi pensione precisa che in sede di nuova assunzione, il datore di lavoro è tenuto innanzitutto a verificare quale sia stata la scelta in precedenza compiuta dal lavoratore, e a farsi rilasciare una dichiarazione nella quale sia indicato se, in riferimento a precedenti rapporti di lavoro, il soggetto interessato abbia deciso di conferire il proprio trattamento di fine rapporto ad una forma di previdenza complementare ovvero di mantenerlo. In questo secondo caso il datore di lavoro continuerà a mantenere il TFR sulla base del predetto regime, ferma restando la possibilità da parte del lavoratore di rivedere, in ogni momento, la sua scelta. Se invece il lavoratore ha riscattato la sua posizione al momento della cessazione del precedente rapporto entro sei mesi deve comunicare la sua scelta in merito al nuovo rapporto. Infine per il lavoratore che abbia già optato per il conferimento del TFR ad una forma di previdenza complementare e che non abbia operato il riscatto integrale della posizione individuale, la scelta a suo tempo effettuata rimane efficace anche nei confronti del nuovo datore di lavoro.
da Kataweb .it

Postato da: infernierionline.net a maggio 22, 2008 05:51 | link | commenti

domenica, 18 maggio 2008
Giornata Nazionale Ictus 2008

Lo screening domenica 18

SI svolge domenica 18 maggio la Giornata Nazionale Ictus 2008 e conclude una serie di iniziative iniziate dal 13 maggio.
Previste visite gratuite di screening ed iniziative di sensibilizzazione dei cittadini sulla malattia in tutta Italia, in particolare sabato e domenica prossimi, promosse da ALICE Italia onlus (Associazione per la Lotta all'Ictus Cerebrale). ALICE è una Federazione di Associazioni Regionali a cui aderiscono 18 regioni. È composta da volontari, non lucrativa ed è formata da persone colpite da ictus, familiari, medici, personale di assistenza e di riabilitazione. Informazioni per le visite su www.aliceictus.blogspot.com/2008/04/iniziative-giornata-nazionale-ictus.html

da La repubblica.it "Salute"


Postato da: infernierionline.net a maggio 18, 2008 08:22 | link | commenti

lunedì, 12 maggio 2008
12 Maggio 2008

IPASVI - Federazione Nazionale Collegi Infermieri professionali, Assistenti sanitari, Vigilatrici d'infanzia

 

Giornata internazionale dell'Infermiere

 

Il 12 maggio 1820 è nata Florence Nightingale, fondatrice delle Scienze infermieristiche moderne. 

 

L’International Council of Nurses (Icn) ricorda questa data celebrando in tutto il mondo la Giornata internazionale dell’Infermiere.

 

Ogni anno la celebrazione di questo evento viene fatta con la distribuzione di dossiers con materiale educativo e d'informazioni pubbliche  destinato agli infermieri di tutto il mondo.

 

Di seguito potete trovare i manifesti celebrativi divisi per anno e gli argomenti a cui questa giornata è stata dedicata.

 

Maggiori informazioni potete trovarle nel sito

http://www.icn.ch/indkitf.htm

 

 

Postato da: infernierionline.net a maggio 12, 2008 06:49 | link | commenti (3)

sabato, 10 maggio 2008
Un azalea per sostenere la ricerca

 

LA QUOTA per un'azalea sarà di 14 euro, che moltiplicati per 670.000 piantine - quante ne verranno distribuite domenica 11 maggio "Festa della Mamma" - potranno portare un contributo straordinario - 9 milioni 800 mila euro - alla ricerca sul cancro.
Da sempre, da quando nel lontano 1984 questa iniziativa ha preso vita, AIRC ha indirizzato i fondi raccolti alla ricerca sui tumori femminili, in omaggio alla mamma, per regalarle più salute.
L'Azalea della Ricerca è un'occasione per festeggiare anche le giovani donne che saranno mamme in futuro: quest'anno, per la prima volta, AIRC ha deciso di dedicare alle adolescenti la pubblicazione speciale che tradizionalmente accompagna le azalee sulle piazze e che porta un titolo molto significativo: "La prevenzione è giovane". Oggi la ricerca e la medicina hanno dimostrato inequivocabilmente che non è mai troppo presto per iniziare una buona prevenzione: questo è particolarmente vero nel caso delle malattie tumorali per le quali è ormai noto il ruolo preponderante delle abitudini e degli stili di vita. Quanto prima si acquisisce una sana abitudine in campo alimentare, nell'attività fisica o persino sessuale - o si evita di acquisirne una errata - tanto più le donne proteggeranno se stesse dal cancro. Quindi AIRC vuole invitare le giovani donne, anche le giovanissime, ad avere un occhio di riguardo per il proprio corpo e preparare una nuova generazione di mamme più informate e consapevoli del fatto che dalla loro salute dipenderà quella dei loro figli. Il fronte della ricerca sulla prevenzione è molto aperto e sta portando a risultati decisamente concreti, come è testimoniato dagli studi sui vaccini e sulla farmacoprevenzione. Per trovare la vera azalea, quella che aiuta la ricerca, ci si può informare chiamando il numero 840001001 oppure visitando il sito www.airc.it

da La Repubblica .it "Salute"

Postato da: infernierionline.net a maggio 10, 2008 08:18 | link | commenti (1)

venerdì, 09 maggio 2008
le erdità che lascia l'ex ministro

di Guglielmo Pepe

Nel momento in cui sta nascendo un nuovo governo, vale la pena riflettere sulle ultime azioni dell'ex ministro della Salute, che prima di lasciare il suo incarico, ha voluto mettere nero su bianco alcuni grandi temi della sanità pubblica. Tra i più importanti, ne citiamo tre: la ridefinizione dei Livelli essenziali di assistenza, la legge 194, la legge 40. I numeri dei Lea parlano da soli: i cittadini possono contare su 500 classi di prestazioni ospedaliere, 2.230 prestazioni specialistiche, 190 tipi di ausili monouso, 1.670 protesi su misura, 1.010 ausili di serie, 78 programmi di prevenzione collettiva, 20 tipi di prestazioni termali, 10 tipologie di assistenza domiciliare e residenziali per anziani non autosufficienti, 4 tipologie di prestazioni riabilitative extraospedaliere, e altre 25 tipologie di prestazioni di tipo socio-sanitario complesso (salute mentale, dipendenze, disabilità).
I numeri descrivono un servizio pubblico consistente, offerto gratuitamente ai cittadini. Non per caso il nostro Ssn è tra i primi in Europa e nel mondo per almeno un aspetto. Come rileva infatti lo studio pubblicato su Health Affairs, siamo quinti per le morti evitabili (indice di buona salute), dopo Francia, Giappone, Australia e Spagna, relativamente al 2002-2003. Ma una classifica più che onorevole non cancella le differenze assistenziali e di prestazione sul territorio; né si possono sottovalutare alcune "piaghe", come le liste di attesa. Tuttavia questo Ssn è l'eredità lasciata al prossimo governo: un buon servizio sanitario. Pubblico. Da difendere. E da migliorare.
E tra le cose migliorabili, come è emerso dall'ultima relazione consegnata da Livia Turco al Parlamento, c'è l'attuazione della legge 194, rimasta ai margini della campagna elettorale. Sta di fatto che la relazione ha messo in risalto alcuni problemi con i quali si scontrano le donne che desiderano ricorrere all'interruzione di gravidanza. Uno è l'aumento, impressionante, dell'obiezione di coscienza. I dati, al 2006, dicono che è passata dal 58,7 per cento al 69,2 per i ginecologi, dal 45,7 al 50,4 per cento per gli anestesisti, dal 38,6 al 42,6 per cento tra il personale non medico.
La situazione è drammatica per le donne delSud: in Campania 83 per cento di ginecologi, 73,7 di anestesisti e 74 per cento di personale non medico. Anche il Nord non scherza: in Veneto siamo al 79,1 per cento di ginecologi, 49,7 di anestesisti e 56,8 per cento tra il personale non medico. Nonostante le difficoltà create dagli obiettori, va rilevato che nel 2007 le interruzioni di gravidanza sono ancora diminuite del 3 per cento, passando da 131.018 casi a 127.038. Il calo riguarda le italiane, mentre per le straniere c'è un 4,5 per cento in più rispetto al 2005. La relazione include alcune raccomandazioni, affinché ci sia la piena attuazione della 194, come priorità della sanità pubblica.
L'ultimo atto della Turco è il più significativo: la pubblicazione delle linee guida sulla legge 40, dopo il pronunciamento da parte del Consiglio superiore di sanità. La grande novità è la diagnosi preimpianto - mantenendone il divieto a fini eugenetici - senza la quale si erano visti effetti disastrosi per tante donne. Non a caso varie sentenze hanno messo in crisi il castello normativo. Le linee guida prevedono anche l'accesso alle tecniche di procreazione per le coppie in cui lui sia sieropositivo o affetto da epatite B o C.
Si vedrà presto se il governo Berlusconi "abiurerà" le linee guida. Ma è certo che l'iniziativa dell'ex ministro renderà felici migliaia di coppie, fino ad oggi costrette ad andare all'estero per tentare di avere un figlio. Un passo indietro sarebbe molto impopolare.

da La Repubblica.it "Salute"

Postato da: infernierionline.net a maggio 09, 2008 09:09 | link | commenti

giovedì, 08 maggio 2008
SANITA'- PALERMO

Si aggrava la vicenda del cardiochirurgo da ieri agli arresti domiciliari
Il pm chiede .a custodia in carcere. L'ospedale Civico di Palermo lo ha sostituito

Marcelletti, centinaia di sms hard
la tredicenne conferma tutto

Solidarietà dalle famiglie dei piccoli pazienti: organizzata una fiaccolata


<B>Marcelletti, centinaia di sms hard<br>la tredicenne conferma tutto</B>

Carlo Marcelletti

PALERMO - Emergono nuovi pesanti elementi contro Carlo Marcelletti, da ieri ai domiciliari con le accuse di truffa e pedopornografia. Ci sarebbero centinaia di sms e mms a luci rosse scambiati l'estate scorsa tra il cardiochirurgo e una ragazzina, tredicenne, figlia di una sua amica, intercettati dagli inquirenti che indagavano sul professionista. Il medico si sarebbe fatto passare per il proprio figlio facendole credere di essere molto più giovane, quasi suo coetaneo, per poi rivelare la propria identità. La ragazzina (che usava il cellulare della madre) è stata ascoltata in procura, alla presenza di una psichiatra, e ha confermato tutto.

In base a questi nuovi elementi la procura e il gip di Palermo hanno avviato le procedure per l'intervento del tribunale dei minorenni nella vicenda di Marcelletti. I magistrati minorili stanno adesso valutando il comportamento dei genitori della tredicenne, appartenente alla Palermo-bene, con cui Marcelletti avrebbe avuto rapporti. Secondo il giudice la madre, che era a conoscenza dello scambio di sms e mms erotici tra il cardiochirurgo e la figlia, non sarebbe idonea a educare la ragazzina. Il tribunale potrebbe quindi decidere che venga tolta alla famiglia e affidata a un istituto. La decisione è attesa nei prossimi giorni.

Gli sms erano stati inviati a commento di altri messaggi-video, gli mms, spediti e letti in precedenza, e dal contenuto che in ambienti investigativi viene definito "inequivocabile". Gli inquirenti avevano messo il cellulare del medico sotto controllo per le vicende riguardanti gli appalti e le operazioni effettuate in regime "intramoenia" e si sono imbattuti in messaggi di ben altro tipo. Secondo quanto si è appreso, l'intercettazione degli mms non sarebbe stata autorizzata dal gip e il loro contenuto è stato ricostruito grazie ai successivi sms di commento.

Sebbene non abbia ritenuto di dare l'autorizzazione a intercettare gli mms, il gip Pasqua Seminara aveva ipotizzato l'accusa di violenza sessuale. Ma la possibilità di aggravare le accuse spetta ai pm Fabrizio Vanorio e Caterina Malagoli, che hanno ritenuto di non esercitarla. I due rappresentanti della procura hanno intanto fatto ricorso al tribunale del riesame contro il mancato arresto in carcere di Marcelletti, al quale il gip, nonostante la richiesta dei pm, ha concesso i domiciliari.

Il cardiochirurgo sarà sottoposto domani alle 16 al primo interrogatorio e i suoi legali sono certi che potrà dimostrare rapidamente la sua totale estraneità a tutte le accuse. Intanto Marcelletti è stato sospeso dall'incarico di direttore dell'Unità operativa di cardiochirurgia pediatrica dell'ospedale civico di Palermo. Una procedura obbligata, sottolinea l'azienda ospedaliera, quando viene applicata una misura cautelare.

Ma i genitori dei piccoli pazienti del reparto di cardiochirurgia sono increduli di fronte all'arresto del medico che fino a ieri aveva in cura i loro figli. La fiducia è totale al punto che hanno deciso di esprimere la loro solidarietà a Marcelletti con una fiaccolata che dovrebbe partire domani sera proprio dall'ingresso del reparto di cardiochirurgia pediatrica dell'ospedale civico di Palermo.

da La Repubblica.it/Cronaca

(7 maggio 2008)

Postato da: infernierionline.net a maggio 08, 2008 08:11 | link | commenti

domenica, 04 maggio 2008
Epilessia male "oscuro"

Il 4 maggio la giornata nazionale per una corretta informazione su questa complessa patologia

di Anna Mirabile

Il 4 maggio si terrà la VII edizione della Giornata Nazionale per l'Epilessia, organizzata dalla Lice (Lega Italiana contro l'epilessia). L'epilessia, la terza malattia in ambito neurologico in ordine di importanza, è documentata sin dai tempi antichi. La parola deriva dal verbo greco "epilambanein'' che significa essere sopraffatti, colti di sorpresa. Si parla di grande e piccolo male in base all'entità dell'affezione che colpisce circa l'1 per cento di ogni popolazione.
"Innanzitutto va precisato", dichiara Guido Rubboli, Dipartimento di Neuroscienze, Ospedale Bellaria di Bologna, "che ci riferiamo a sindromi epilettiche, al plurale. Ce ne sono vari tipi con turbe parossistiche che si ripetono episodicamente, accompagnate da fenomeni motori, vegetativi, sensoriali. L'epilessia, se non è di origine genetica, può essere sintomatica, vale a dire provocata da lesioni cerebrali (ictus, ascessi, tumori, infezioni, malformazioni della vita intrauterina o successive e altre forme la cui radice resta ignota). Nei due terzi dei casi i pazienti reagiscono bene alle cure farmacologiche".
La malattia esordisce prima dei 20 anni nel 75 per cento dei casi, ma con l'allungarsi della vita media, si manifesta anche in età avanzata (65 0 70 anni). Siamo in presenza di una patologia cronica a tempo indeterminato. Ma se i sintomi affiorano in età infantile, possono sparire da soli, spiegano gli specialisti.
Nel 40 per cento dei casi le crisi sono dovute a una predisposizione genetica e si curano con le medicine. Ci sono poi soggetti (25 - 30 per cento dei casi) resistenti ai farmaci disponibili, in cui però si può individuare l'area del cervello responsabile degli attacchi. Nel caso in cui la regione possa essere rimossa senza rischi di deficit per il paziente, si può decidere d'intervenire chirurgicamente con un'aspettativa di guarigione molto alta.
In Italia soffrono di questa sindrome neurologica almeno 500.000 persone e ogni anno si registrano 30.000 nuovi casi. Chi ne è affetto riesce in genere a condurre una vita normale, grazie al controllo esercitato dai medicinali, ma attorno alla malattia circolano ancora molte leggende che rendono più complessa l'esistenza dei malati, e in particolare delle donne del sud. Ad esempio, da un'indagine demoscopica della Lice, condotta in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Neurologiche dell'Università di Roma La Sapienza su gruppi eterogenei, emerge che ben il 6 per cento degli italiani è convinto che l'epilessia sia una malattia di origine sovrannaturale.
Ed è per combattere la disinformazione che la Lice avvia una campagna di sensibilizzazione dal nome "Epilessia, fuori dall'ombra" con varie iniziative che culmineranno nella Giornata Nazionale contro l'Epilessia. Del progetto fanno parte 4 cortometraggi, realizzati dagli allievi della Scuola Nazionale di cinematografia. Gli spot, patrocinati dal Segretariato Sociale della Rai e dalla Fondazione Pubblicità Progresso, verranno trasmessi nei prossimi mesi sulle principali reti televisive e nelle sale cinematografiche. Il tutto per sostenere i malati, dispensare materiale informativo, orientare i pazienti alle possibili terapie farmacologiche o chirurgiche e infrangere i più comuni tabù sul tema.
"Grazie ai farmaci di nuova generazione oggi si riesce a contrastare in modo efficace il problema", spiega Oriano Mecarelli del Dipartimento Scienze Neurologiche dell'Università di Roma, La Sapienza, sottolineando come nel 90 per cento dei casi le persone conoscano la malattia, ma solo in termini generici con visioni distorte, "troppi credono, sbagliando, che l'epilessia sia un handicap per la vita sociale". Conclude Paolo Tinuper, presidente Lice, Dipartimento Scienze Neurologiche, Università di Bologna: "Manca la diffusione delle informazioni tra i pazienti rispetto alle possibili terapie".

da La Repubblica.it "Salute"

Postato da: infernierionline.net a maggio 04, 2008 16:30 | link | commenti

 

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