
Raccolta di articoli giornalistici e altro su quanto ruota intorno alla professione infermieristica.

Giornata internazionale dell'Infermiere

LA QUOTA per un'azalea sarà di 14 euro, che moltiplicati per 670.000 piantine - quante ne verranno distribuite domenica 11 maggio "Festa della Mamma" - potranno portare un contributo straordinario - 9 milioni 800 mila euro - alla ricerca sul cancro.
Da sempre, da quando nel lontano 1984 questa iniziativa ha preso vita, AIRC ha indirizzato i fondi raccolti alla ricerca sui tumori femminili, in omaggio alla mamma, per regalarle più salute.
L'Azalea della Ricerca è un'occasione per festeggiare anche le giovani donne che saranno mamme in futuro: quest'anno, per la prima volta, AIRC ha deciso di dedicare alle adolescenti la pubblicazione speciale che tradizionalmente accompagna le azalee sulle piazze e che porta un titolo molto significativo: "La prevenzione è giovane". Oggi la ricerca e la medicina hanno dimostrato inequivocabilmente che non è mai troppo presto per iniziare una buona prevenzione: questo è particolarmente vero nel caso delle malattie tumorali per le quali è ormai noto il ruolo preponderante delle abitudini e degli stili di vita. Quanto prima si acquisisce una sana abitudine in campo alimentare, nell'attività fisica o persino sessuale - o si evita di acquisirne una errata - tanto più le donne proteggeranno se stesse dal cancro. Quindi AIRC vuole invitare le giovani donne, anche le giovanissime, ad avere un occhio di riguardo per il proprio corpo e preparare una nuova generazione di mamme più informate e consapevoli del fatto che dalla loro salute dipenderà quella dei loro figli. Il fronte della ricerca sulla prevenzione è molto aperto e sta portando a risultati decisamente concreti, come è testimoniato dagli studi sui vaccini e sulla farmacoprevenzione. Per trovare la vera azalea, quella che aiuta la ricerca, ci si può informare chiamando il numero 840001001 oppure visitando il sito www.airc.it
da La Repubblica .it "Salute"
di Guglielmo Pepe
Nel momento in cui sta nascendo un nuovo governo, vale la pena riflettere sulle ultime azioni dell'ex ministro della Salute, che prima di lasciare il suo incarico, ha voluto mettere nero su bianco alcuni grandi temi della sanità pubblica. Tra i più importanti, ne citiamo tre: la ridefinizione dei Livelli essenziali di assistenza, la legge 194, la legge 40. I numeri dei Lea parlano da soli: i cittadini possono contare su 500 classi di prestazioni ospedaliere, 2.230 prestazioni specialistiche, 190 tipi di ausili monouso, 1.670 protesi su misura, 1.010 ausili di serie, 78 programmi di prevenzione collettiva, 20 tipi di prestazioni termali, 10 tipologie di assistenza domiciliare e residenziali per anziani non autosufficienti, 4 tipologie di prestazioni riabilitative extraospedaliere, e altre 25 tipologie di prestazioni di tipo socio-sanitario complesso (salute mentale, dipendenze, disabilità).
I numeri descrivono un servizio pubblico consistente, offerto gratuitamente ai cittadini. Non per caso il nostro Ssn è tra i primi in Europa e nel mondo per almeno un aspetto. Come rileva infatti lo studio pubblicato su Health Affairs, siamo quinti per le morti evitabili (indice di buona salute), dopo Francia, Giappone, Australia e Spagna, relativamente al 2002-2003. Ma una classifica più che onorevole non cancella le differenze assistenziali e di prestazione sul territorio; né si possono sottovalutare alcune "piaghe", come le liste di attesa. Tuttavia questo Ssn è l'eredità lasciata al prossimo governo: un buon servizio sanitario. Pubblico. Da difendere. E da migliorare.
E tra le cose migliorabili, come è emerso dall'ultima relazione consegnata da Livia Turco al Parlamento, c'è l'attuazione della legge 194, rimasta ai margini della campagna elettorale. Sta di fatto che la relazione ha messo in risalto alcuni problemi con i quali si scontrano le donne che desiderano ricorrere all'interruzione di gravidanza. Uno è l'aumento, impressionante, dell'obiezione di coscienza. I dati, al 2006, dicono che è passata dal 58,7 per cento al 69,2 per i ginecologi, dal 45,7 al 50,4 per cento per gli anestesisti, dal 38,6 al 42,6 per cento tra il personale non medico.
La situazione è drammatica per le donne delSud: in Campania 83 per cento di ginecologi, 73,7 di anestesisti e 74 per cento di personale non medico. Anche il Nord non scherza: in Veneto siamo al 79,1 per cento di ginecologi, 49,7 di anestesisti e 56,8 per cento tra il personale non medico. Nonostante le difficoltà create dagli obiettori, va rilevato che nel 2007 le interruzioni di gravidanza sono ancora diminuite del 3 per cento, passando da 131.018 casi a 127.038. Il calo riguarda le italiane, mentre per le straniere c'è un 4,5 per cento in più rispetto al 2005. La relazione include alcune raccomandazioni, affinché ci sia la piena attuazione della 194, come priorità della sanità pubblica.
L'ultimo atto della Turco è il più significativo: la pubblicazione delle linee guida sulla legge 40, dopo il pronunciamento da parte del Consiglio superiore di sanità. La grande novità è la diagnosi preimpianto - mantenendone il divieto a fini eugenetici - senza la quale si erano visti effetti disastrosi per tante donne. Non a caso varie sentenze hanno messo in crisi il castello normativo. Le linee guida prevedono anche l'accesso alle tecniche di procreazione per le coppie in cui lui sia sieropositivo o affetto da epatite B o C.
Si vedrà presto se il governo Berlusconi "abiurerà" le linee guida. Ma è certo che l'iniziativa dell'ex ministro renderà felici migliaia di coppie, fino ad oggi costrette ad andare all'estero per tentare di avere un figlio. Un passo indietro sarebbe molto impopolare.
da La Repubblica.it "Salute"
Si aggrava la vicenda del cardiochirurgo da ieri agli arresti domiciliari Carlo Marcelletti PALERMO - Emergono nuovi pesanti elementi contro Carlo Marcelletti, da ieri ai domiciliari con le accuse di truffa e pedopornografia. Ci sarebbero centinaia di sms e mms a luci rosse scambiati l'estate scorsa tra il cardiochirurgo e una ragazzina, tredicenne, figlia di una sua amica, intercettati dagli inquirenti che indagavano sul professionista. Il medico si sarebbe fatto passare per il proprio figlio facendole credere di essere molto più giovane, quasi suo coetaneo, per poi rivelare la propria identità. La ragazzina (che usava il cellulare della madre) è stata ascoltata in procura, alla presenza di una psichiatra, e ha confermato tutto. Il cardiochirurgo sarà sottoposto domani alle 16 al primo interrogatorio e i suoi legali sono certi che potrà dimostrare rapidamente la sua totale estraneità a tutte le accuse. Intanto Marcelletti è stato sospeso dall'incarico di direttore dell'Unità operativa di cardiochirurgia pediatrica dell'ospedale civico di Palermo. Una procedura obbligata, sottolinea l'azienda ospedaliera, quando viene applicata una misura cautelare. da La Repubblica.it/Cronaca
Il pm chiede .a custodia in carcere. L'ospedale Civico di Palermo lo ha sostituito
Marcelletti, centinaia di sms hard
la tredicenne conferma tuttoSolidarietà dalle famiglie dei piccoli pazienti: organizzata una fiaccolata

In base a questi nuovi elementi la procura e il gip di Palermo hanno avviato le procedure per l'intervento del tribunale dei minorenni nella vicenda di Marcelletti. I magistrati minorili stanno adesso valutando il comportamento dei genitori della tredicenne, appartenente alla Palermo-bene, con cui Marcelletti avrebbe avuto rapporti. Secondo il giudice la madre, che era a conoscenza dello scambio di sms e mms erotici tra il cardiochirurgo e la figlia, non sarebbe idonea a educare la ragazzina. Il tribunale potrebbe quindi decidere che venga tolta alla famiglia e affidata a un istituto. La decisione è attesa nei prossimi giorni.
Gli sms erano stati inviati a commento di altri messaggi-video, gli mms, spediti e letti in precedenza, e dal contenuto che in ambienti investigativi viene definito "inequivocabile". Gli inquirenti avevano messo il cellulare del medico sotto controllo per le vicende riguardanti gli appalti e le operazioni effettuate in regime "intramoenia" e si sono imbattuti in messaggi di ben altro tipo. Secondo quanto si è appreso, l'intercettazione degli mms non sarebbe stata autorizzata dal gip e il loro contenuto è stato ricostruito grazie ai successivi sms di commento.
Sebbene non abbia ritenuto di dare l'autorizzazione a intercettare gli mms, il gip Pasqua Seminara aveva ipotizzato l'accusa di violenza sessuale. Ma la possibilità di aggravare le accuse spetta ai pm Fabrizio Vanorio e Caterina Malagoli, che hanno ritenuto di non esercitarla. I due rappresentanti della procura hanno intanto fatto ricorso al tribunale del riesame contro il mancato arresto in carcere di Marcelletti, al quale il gip, nonostante la richiesta dei pm, ha concesso i domiciliari.
Ma i genitori dei piccoli pazienti del reparto di cardiochirurgia sono increduli di fronte all'arresto del medico che fino a ieri aveva in cura i loro figli. La fiducia è totale al punto che hanno deciso di esprimere la loro solidarietà a Marcelletti con una fiaccolata che dovrebbe partire domani sera proprio dall'ingresso del reparto di cardiochirurgia pediatrica dell'ospedale civico di Palermo.
(7 maggio 2008)
Il 4 maggio la giornata nazionale per una corretta informazione su questa complessa patologia
di Anna Mirabile
Il 4 maggio si terrà la VII edizione della Giornata Nazionale per l'Epilessia, organizzata dalla Lice (Lega Italiana contro l'epilessia). L'epilessia, la terza malattia in ambito neurologico in ordine di importanza, è documentata sin dai tempi antichi. La parola deriva dal verbo greco "epilambanein'' che significa essere sopraffatti, colti di sorpresa. Si parla di grande e piccolo male in base all'entità dell'affezione che colpisce circa l'1 per cento di ogni popolazione.
"Innanzitutto va precisato", dichiara Guido Rubboli, Dipartimento di Neuroscienze, Ospedale Bellaria di Bologna, "che ci riferiamo a sindromi epilettiche, al plurale. Ce ne sono vari tipi con turbe parossistiche che si ripetono episodicamente, accompagnate da fenomeni motori, vegetativi, sensoriali. L'epilessia, se non è di origine genetica, può essere sintomatica, vale a dire provocata da lesioni cerebrali (ictus, ascessi, tumori, infezioni, malformazioni della vita intrauterina o successive e altre forme la cui radice resta ignota). Nei due terzi dei casi i pazienti reagiscono bene alle cure farmacologiche".
La malattia esordisce prima dei 20 anni nel 75 per cento dei casi, ma con l'allungarsi della vita media, si manifesta anche in età avanzata (65 0 70 anni). Siamo in presenza di una patologia cronica a tempo indeterminato. Ma se i sintomi affiorano in età infantile, possono sparire da soli, spiegano gli specialisti.
Nel 40 per cento dei casi le crisi sono dovute a una predisposizione genetica e si curano con le medicine. Ci sono poi soggetti (25 - 30 per cento dei casi) resistenti ai farmaci disponibili, in cui però si può individuare l'area del cervello responsabile degli attacchi. Nel caso in cui la regione possa essere rimossa senza rischi di deficit per il paziente, si può decidere d'intervenire chirurgicamente con un'aspettativa di guarigione molto alta.
In Italia soffrono di questa sindrome neurologica almeno 500.000 persone e ogni anno si registrano 30.000 nuovi casi. Chi ne è affetto riesce in genere a condurre una vita normale, grazie al controllo esercitato dai medicinali, ma attorno alla malattia circolano ancora molte leggende che rendono più complessa l'esistenza dei malati, e in particolare delle donne del sud. Ad esempio, da un'indagine demoscopica della Lice, condotta in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Neurologiche dell'Università di Roma La Sapienza su gruppi eterogenei, emerge che ben il 6 per cento degli italiani è convinto che l'epilessia sia una malattia di origine sovrannaturale.
Ed è per combattere la disinformazione che la Lice avvia una campagna di sensibilizzazione dal nome "Epilessia, fuori dall'ombra" con varie iniziative che culmineranno nella Giornata Nazionale contro l'Epilessia. Del progetto fanno parte 4 cortometraggi, realizzati dagli allievi della Scuola Nazionale di cinematografia. Gli spot, patrocinati dal Segretariato Sociale della Rai e dalla Fondazione Pubblicità Progresso, verranno trasmessi nei prossimi mesi sulle principali reti televisive e nelle sale cinematografiche. Il tutto per sostenere i malati, dispensare materiale informativo, orientare i pazienti alle possibili terapie farmacologiche o chirurgiche e infrangere i più comuni tabù sul tema.
"Grazie ai farmaci di nuova generazione oggi si riesce a contrastare in modo efficace il problema", spiega Oriano Mecarelli del Dipartimento Scienze Neurologiche dell'Università di Roma, La Sapienza, sottolineando come nel 90 per cento dei casi le persone conoscano la malattia, ma solo in termini generici con visioni distorte, "troppi credono, sbagliando, che l'epilessia sia un handicap per la vita sociale". Conclude Paolo Tinuper, presidente Lice, Dipartimento Scienze Neurologiche, Università di Bologna: "Manca la diffusione delle informazioni tra i pazienti rispetto alle possibili terapie".
da La Repubblica.it "Salute"
... "LINEE GUIDA CONTRADDICONO LEGGE 40"
'Bene al sostegno psicologico alle coppie che ricorrono alla fecondazione medicalmente assistita, ma bisogna chiarire dal punto di vista scientifico ed etico cosa si intende per selezione eugenetica'. Lo dichiarano le parlamentari teodem del Pd Emanuela Baio e Paola Binetti dopo aver letto le nuove linee guida sulla legge 40, emanate oggi dal Ministro Livia Turco. 'La diagnosi preimpianto sull'embrione, contemplata dalle nuove linee guida per rispondere alla sentenza del Tar del Lazio, appare in contraddizione con la ratio dell'articolo 1 della legge 40.
Questa diagnosi permette indirettamente test genetici non osservazionali. Si potranno cosi' prelevare cellule dall'embrione, danneggiandolo. Ma non solo, perche', cosi' facendo, si stravolgono le finalita' della legge che ha come obiettivo quello di rispondere al desiderio di paternita' e maternita' di coppie sterili o infertili. Le nuove linee guida e' come se rendessero ereditaria la sterilita', senza affrontarla e risolverla'. 'E' bene valutare e valorizzare con rigore - aggiungono le parlamentari del Pd - cio' che oggi la scienza e' in grado di offrirci. L'attenzione alle coppie portatrici di malattie deve accompagnare il nostro impegno parlamentare. E proprio per rispondere al loro positivo desiderio di maternita', sarebbe auspicabile potenziare la diagnosi sugli oociti, per da non danneggiare e distruggere gli embrioni. Cosi' pure nel rispetto della legge 40, approvata dal Parlamento e confermata da un referendum, oggi la scienza ci ha aiutato a risolvere un altro dei punti ritenuti critici di questa norma: e' infatti possibile fare ricerca su cellule totipotenti, create da cellule adulte, senza distruggere embrioni. Ci auguriamo che il nuovo governo persegua nella volonta' di potenziare anche con risorse aggiuntive quei filoni di ricerca che rispettano la vita sulla base delle evidenze scientifiche ed etiche'.
AGI-Roma 30 Aprile 2008
TUMORI: PER BIMBI CHE VANNO ALL'ASILO MENO RISCHI LEUCEMIA
AdnKronos Salute
Si sono appena spenti i riflettori sulla II Edizione del Concorso Letterario Infermierionline.
Splendida esperienza che AIOL vuole condividere
anche su questo nostro spazio.
Per chi volesse ... buona visione!
Vi aspettiamo numerosi alla prossima edizione 
Serena
|
SALUTE: LO STUDIO, OLTRE 50% TRASFUSIONI FA PIU' MALE CHE BENE
|
|
|
Roma, 24 apr. (Adnkronos Salute) - Oltre il 50% delle trasfusioni "fa più male che bene. Tanto che i pazienti sottoposti a un intervento chirurgico possono andare incontro a rischi di morte seivolte superiori proprio per via delle trasfusioni". L'avvertimento proviene dai National Institutes of Health (Nih) statunitensi, sulle pagine del New Scientist. "Non sono sicure - spiega Bruce Spiess, cardiologo anestesista alla Virginia Commonwealth University di Richmond - in una percentuale che oscilla tra il 40% e il 60%. E non soltanto per il pericolo di contrarre infezioni, ma perché la procedura di trasfusione in sé rappresenta un pericolo per la salute". L'ipotesi più accreditata è che il sangue delle sacche, in quanto 'vecchio' perché conservato, potrebbe non mantenere inalterate le sue qualità. E cioè non trasporterebbe in maniera sufficiente l'ossigeno ai tessuti e agli organi vitali. Oltre a innescare problemial sistema immunitario. La questione è sempre più all'ordine del giorno in tutto il mondo, tanto che molti medici consigliano di fare ricorso al sangue delle sacche solo come 'ultima spiaggia', raccomandando gli ospedali di essere più selettivi sull'individuazionedei pazienti candidati alla trasfusione. Per avvalorare la tesi dell'Nih Usa, il New Scientist ricorda i risultati di diversi studi condotti in precedenza sull'argomento. Tra questi una ricerca molto ampia, su quasi 9.000 malati sottoposti a trasfusione in seguito a interventi chirurgici tra il 1996 e il 2003. Lo studio aveva evidenziato rischi di decesso sei volte superiori nei malati trasfusi nel mese seguente all'operazione, e tre volte più alti nell'anno seguente, rispetto a quanti non avevano avuto bisogno di ricorrere a sacche di sangue.
|
|
| AdnKronos Salute | |
La salute del nuovo governo
di Guglielmo Pepe
Chi sarà il nuovo ministro delle Salute? E questo dicastero resterà oppure sarà inglobato all'interno del Welfare, e gestito quindi da un viceministro, da un sottosegretario? Al momento di queste note, sono domande senza risposta. L'unica certezza è che il cambiamento (previsto) di governo del Paese, avrà numerosi riflessi su tutte le tematiche legate all'assistenza, alla sanità, al benessere, all'etica... Se si rileggono i propositi elettorali dei due maggiori partiti italiani, il Popolo della liberta e il Partito democratico, si trovano due punti (programmatici) convergenti: l'abbattimento delle liste di attesa e l'opposizione alle nomine da parte della politica per le Asl e gli ospedali. Ma su tante altre questioni si riaprirà il confronto (e lo scontro?) tra maggioranza ed opposizione.
Prendiamo la legge 194, "per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria di gravidanza". A parole, nei mesi scorsi, quasi tutti i partiti hanno detto che quelle norme non vanno riviste, bensì, con diversi distinguo ed accenti, applicate nel modo migliore. Affermazione condivisibile eppure generica. Perché può significare sia un miglior sostegno alle donne in difficoltà per non metterle in condizione di dover abortire, sia il potenziamento e l'aumento dei consultori, sia la garanzia di non lasciare sole le donne di fronte al muro dell'obiezione di coscienza.
Analogo ragionamento vale per la RU486, la pillola abortiva. Avrà un cammino facile o accidentato? Sara disponibile in tutte le strutture sanitarie del Paese? Se vediamo quanto accade con l'obiezione di coscienza sulla pillola del giorno dopo (che - va ripetuto e ricordato - è un anticoncezionale), è legittimo avere dubbi sul futuro della 194. Anche se, la "catastrofe" elettorale, come lo stesso Giuliano Ferrara l'ha definita, della lista "aborto, no grazie", porta a pensare due cose: che simili argomenti non vanno strumentalizzati sotto elezioni, e che gli italiani hanno a cuore la legge, difesa perfino con un referendum.
Non avrà facile cammino neanche il Testamento biologico, sul quale negli ultimi due anni sembrava esserci una ampia convergenza. Se non si farà capire che non c'entra con l'eutanasia, è probabile che sul testo di legge non si troverà accordo. Altra questione complessa è la legge 40, sulla fecondazione assistita. Molte sentenze hanno messo alle strette la normativa che, tra l'altro, non prevede la diagnosi preimpianto. Il nuovo governo, il ministro, il viceministro, il sottosegretario, potranno chiudere gli occhi di fronte al fatto che, dall'approvazione della legge, circa 5000 coppie sono andate all'estero? E che altre faranno lo stesso viaggio della speranza? Negli ultimi mesi ci sono state sentenze in favore della diagnosi preimpianto; moltissimi sono in tribunale, da Milano a Palermo, altri chiedono una verifica costituzionale della 40. Centrodestra e centrosinistra dovrebbero affrontare, insieme, i punti chiave di una legge che non favorisce le nascite.
Non siamo profeti se diciamo che scoppierà la polemica su un'altra legge, la 180, sugli "accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori", che nei prossimi giorni festeggerà 30 anni di vita. Da quando è nata ha fatto cambiare il significato della parola follia. I famosi "matti da slegare" di Franco Basaglia, sono riusciti a convincere la maggioranza dell'opinione pubblica, che i manicomi dovevano scomparire. Oggi però qualcuno vuole che l'Italia torni indietro, a prima della 180. Già immaginiamo il "dibattito" che si scatenerà. Com'è stato con la 194: non contano i risultati ottenuti da una legge, ma le emozioni che suscita, le pulsioni più profonde che fa emergere. Ma se ci sbagliamo in questa previsione, tanto meglio.
g.pepe@repubblica.it
oggi
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
aprile 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
articoli sulla professione
buona mala sanit
gea salute
infermieri
mondo societ
news e reviews coordinatori
opinione
politica del nuovo lavoro
politica sanitaria
psichiatria news
pubblica
scoperte ricerche sperimentazion
visibilitÃ
BLOG Beppe Grillo
Il Bugiardino: la sanità in perle
La nostra Redazione
Recensioni film
Recensioni libri
Riviste infermieristiche
Shaharà zade
visitato *loading* volte